foto luigi conti
Una volta ero l’uomo della terra,
oggi sono l’uomo del tempo
Sono le otto.
Il sole picchia come il martello.
Per tante persone è il solito giorno, per me è una moltitudine di giorni.
Ecco allora che per gli altri il giorno è uno soltanto:
quello che va dalla mattina alla sera;
quello fatto del sorgere e del tramontare del sole.
Per me invece il giorno è fatto di tanti giorni o,
addirittura, da nessuno.
In questo caso vago senza tempo.
Ciò dipende da come scorre dentro di me.
A volte con il pensiero passo dalla terra alla luna,
poi alle stelle, poi all’infinita eternità,
così alla fine mi perdo il tempo
e con esso anche il giorno.
LUIGI CONTI















10 Commenti
Maggio 9, 2008 alle 9:37 am
“Per tante persone è il solito giorno, per me è una moltitudine di giorni.”
mi racconta perfettamente
bello il sito
ciao
Maggio 9, 2008 alle 9:26 am
straordinaria,complimenti!
Maggio 9, 2008 alle 9:28 am
Sono dei versi che toccano il cuore
la storia di una tristezza
il male di vivere
la tragedia di essere mortali e limitati dai nostri stessi confini di umanità.
Maggio 9, 2008 alle 9:29 am
BRAVO LUIGI!!!
CON PROFONDA STIMA
Maggio 9, 2008 alle 9:31 am
“A volte con il pensiero passo dalla terra alla luna,
poi alle stelle, poi all’infinita eternità,
così alla fine mi perdo il tempo
e con esso anche il giorno.”
…è davvero un momento splendido
continua a scrivere non fermarti
edo
Maggio 9, 2008 alle 9:32 am
BELLA,DAVVERO
Maggio 9, 2008 alle 9:39 am
queste parole raccontano l’anima di un poeta che vive il tempo a lui dato con la tristezza dell’attimo che fugge nel infinito.
complimenti
Maggio 9, 2008 alle 9:42 am
GRAZIE A TUTTI VOI
MIO FRATELLO E’ DAVVERO UN UOMO SPECIALE
Settembre 23, 2008 alle 1:40 pm
…le tue parole hanno commosso il mio animo…le tue parole hanno fatto riaffiorare ricordi…le tue parole nella loro nebbia solo luminose…le tue parole sono parole di una persona speciale…
Settembre 23, 2008 alle 3:14 pm
E’ bellissima… anch’io sono stata colpita soprattutto dai versi citati da Edo e Solitudine; non mi ritrovo invece col commento di Sergio, non vedo nelle parole di Luigi tristezza e solitudine, ma solo un modo più intenso e penetrante di rapportarsi alla vita.
Ma in fondo, il bello dell’arte sta proprio nella diversità delle emozioni che suscita.