(foto-su-splinder)
La mia mente si volge indietro
vecchi luoghi,
vecchi ricordi.
Scatole di nastri,bottoni e merletti,
frammenti di memoria.
Cofanetti di perle purissime,
le lacrime di ieri.
Passato..non dimenticato .

QUESTO SPAZIO..AVRA’ PAGINE DI RICORDI CONDIVISI..un mondo che non deve essere dimenticato,perchè noi siamo la nostra storia.noi siamo i nostri ricordi

PROUST,ALLA RICERCA DEL TEMPO PERDUTO
“un piacere delizioso mi aveva invaso, isolato senza nozione di causa”, “un azzurro profondo mi inebriava la vista, impressioni di freschezza, d’abbagliante luce volteggiavano intorno a me , e ansioso di afferrarle, senza osar di muovermi ..tutto assorto a lasciar giungere fino a me ciò che mi evocava, rimasi a dondolarmi come avevo fatto poco prima”.
Questa “magica” sensazione “comune tanto al passato quanto al presente, e molto più essenziale di entrambi ..‹ aveva permesso al suo essere di carpire, isolare, fermare – per la durata di un lampo- ciò che di solito egli non cattura mai:
UN FRAMMENTO DI TEMPO allo stato puro”.
LA MEMORIA INVOLONTARIA E IL TEMPO RITROVATO:
Nella Ricerca del tempo perduto Proust spiega quelli che sono i meccanismi secondo i quali si avvia il recupero della memoria che è alla base della sua narrazione: in primo luogo il recupero del passato non avviene attraverso la “memoria volontaria”, che è intesa come la normale capacità di registrare e ordinare i ricordi del passato, ma attraverso la “memoria involontaria”, quella che è capace di restituire in modo irrazionale episodi del passato che si credevano perduti per sempre. Quindi a risvegliare e mettere in azione questa memoria, basta lo stimolo di una sensazione visiva, o olfattiva, come un profumo o un sapore, perché dentro di noi riaffiori un ricordo che è legato a quella percezione. Ciò che ha il potere di far ritrovare i giorni trascorsi, che la memoria volontaria non riesce a rievocare, sono quei momenti in cui ad una situazione attuale viene a sovrapporsi una situazione passata simile che restituisce all’autore un frammento di vita trascorsa e fa rivivere “altrettanto fedelmente ciò che noi eravamo allora; questo frammento di tempo non può essere rivissuto se non dalla nostra sensibilità, dalla nostra persona di allora”.
“Un esempio di questa associazione di due situazioni, l’una presente e l’una passata, che permette di ritrovare il tempo perduto, è l’episodio della madeleine: è infatti il sapore del biscotto inzuppato nel tè a far ritrovare al protagonista tutto il mondo della sua infanzia a Combray.” (www.provincia.ps.it/ls.Laurana/tempo/Proust)
QUESTO E’ IL VIAGGIO CHE VORREI PROPORVI….PER RIPORTARE ALLA LUCE DEL CUORE I FRAMMENTI DEI RICORDI DELL’ANIMA..
Ma ci andremo leggeri.. all’inizio..svolazzeremo come una farfalla![]()
E per incominciare…guardiamoci..
CAROSELLO
CALIMERO..PICCOLO E NERO
Adesso..tutti a letto i più piccini…per i più grandicelli invece ..
CANZONISSIMA 1971-RAFFAELLA CARRA’-CHISSA SE VA-sigla
a presto compagni di memoria..
ERA L’APRILE 1967….
Un breve brano del Tg dell’Epoca che evoca l’annuncio della morte del Principe dei Principi,re della risata…in arte TOTO’,al secolo Antonio De Curtis..principe di Bisanzio
Morto il 14-04-1967.
Una goccia di memoria….
“la livella” Principe Antonio De Curtis
Tanti sono i momenti di alta comicità che TOTO’ ci ha regalato..dalla scena famosa degli spaghetti in MISERIA E NOBILTA’..A “IO PAGO”..aTOTO’ TRUFFA con il grande Peppino de Filippo! E poi come dimenticare VOTA ANTONIO..e MALAFEMMINA…MA IO VI PROPONGO “I DUE MARESCIALLI “NELLA FAMOSA SCENA DELLA PERNACCHIA…
UN SORRISO PER IL MIO CUORE..E SPERO PER IL VOSTRO
Sigla Canzonissima 1968 – zum zum zum
Il nostro viaggio nei ricordi continua..certi attimi sono salutari per la memoria..frammenti di ricordi che portano alla luce altri prima impercettibili frammenti poi come prepotenti onde si scagliano sugli scogli dell’anima…e ci regalano,a volte una lacrima a volte un sorriso…
Sigla de ” La Freccia Nera” anni ‘60 – Rai
Sceneggiato anni ‘60 della Rai – Tratto dal romanzo di Robert Louis Stevenson – Regia Anton Giulio Majano
Con una giovanissima Loretta Goggi e Aldo Reggiani
“Chi trova un’amico trova un tesoro..noi siamo i ragazzi più ricchi del mondo”
..viandanti..come dimenticare i…RAGAZZI DI PADRE TOBIA
Fine delle Trasmissioni..ma solo per il momento!!!
Questa è la Sigla di chiusura delle trasmissioni RAI degli anni 60-70.
















10 Commenti
Marzo 22, 2008 alle 12:14 am
Superbo come sempre!!grazie per averlo postato..
stefano
Settembre 13, 2008 alle 9:35 am
Come si vede che siamo della stessa epoca! Come coincidono i ricordi…
Settembre 13, 2008 alle 5:53 pm
….@diemme
si è vero..ma il gioco è proprio quali ricordi mettono in discussione certe evocazioni..
il ricordo di me bambina
il ricordo dei miei pensieri
il ricordo delle persone che amavo…
il ricordo ..frammenti di un puzzle e immagini come queste aggiungono una nuova tessera in me…
Ottobre 14, 2008 alle 9:42 am
Il Baule dei ricodi!!! Baule a me tanto caro, con tanti ori e pietre preziose. I ricordi sono ancora più preziosi delle pietre preziose e il baule dei ricordi è fisso nella mia memoria. La fiaba della liberata che mi raccontava mia mamma (più trieste sarebbe stato impossibile), il mio primo e ultimo giorno d’asilo con me che urlavo sulla gradinata, il mio cappottino rosso, la mia bici, i cartoni animati di Remi, Heidi e Pelin, Furia cavallo dell’est, il sapore del carbone dolce che mangiavo a Santa Lucia, passeggiata nel bosco con nonno cane e fratello, partite a carte davanti alla stufa con una zia nel regno dei cieli. Io con il mio bellissimo baule!!!
Ottobre 16, 2008 alle 1:26 am
Qui sì che il baule diventa parte integrante…
come quei cassettini chiusi per tanto tempo…che all’improvviso..un rumore…una parola..un alito di vento…riportano a me com l’eco i miei giorni lontani..i miei resoiri ..le mie giornate di ieri..
e allora sento il calore salirmi al cuore…..
UN FRAMMENTO DI TEMPO allo stato puro”.
…
Maggio 6, 2009 alle 5:41 pm
[...] collegata alla pagina: ” Frammenti di memoria” [...]
Maggio 8, 2009 alle 7:12 pm
Mannaggia cuginetta adorata, mi ero perso questa pagina e tu sei sempre, malgrado i tuoi neuroni, in continuo movimento…
Buona serata e buon fine settimana.
*** Ti abbraccio! ***
Maggio 10, 2009 alle 6:32 pm
I ricordi della nostra vita si rievocano sempre volentieri.
Colgo l’occasione per segnalare una trasmissione storica della Rai, che ancora ricordo con tenerezza, l’Almanacco del giorno dopo.
E’ stato un pezzo fondamentale della mia infanzia. Per chi volesse rivederne una puntata: http://www.youtube.com/watch?v=R9imksYlGj8
saluti
dv
Maggio 10, 2009 alle 9:35 pm
La prima parte è terribile, ma gli insegnamenti di Cesare Marchi sono sempre preziosi.
Io Cesare Marchi l’ho letto moltissimo, e purtroppo sempre con un certo stupore perché un certo italiano, povero e raffazzonato, è ormai così diffuso, persino tra gli insegnanti di lettere, che nessuno è immune da errori, almeno quelli più comuni.
Sull’inesistenza però dei difetti positivi non sono d’accordo: a volte il difetto rende più umani, stempera altri atteggiamenti e quindi, perché no, può anche essere definito positivo.
Maggio 16, 2009 alle 2:10 am
Visto il tema, i ricordi…ne regalo uno dei miei…
Chi si ricorda della carta da zucchero blu.
Il ricordo di quella carta dallo strano colore blu intenso, mi riporta bambino, quando nel negozio sotto casa, mandato, compravo lo zucchero o gli spaghetti sfusi, che non erano tagliati e diritti come si usa oggi, ma lunghi ed in mezzo curvati, a denotare una lunga asciugatura appesi tutti eguali, tutto veniva venduto sfuso ed incartato con quella carta strana di colore blu, leggermente spessa ed oleosa, così diversa da tutte le altre, e proprio per questo me ne chiedevo il senso e l’utilità
Quella carta serviva anche per noi bambini come prima cura contro gli infiniti bolli che i giochi ci procuravamo, appositamente bagnata la si appoggiava sulla parte colpita, e d’incanto il dolore svaniva, o perlomeno così ci sembrava, a noi fanciulli di un tempo, una misera carta blu aveva il potere di farci credere a chissà quali miracolosi poteri, o forse eravamo solamente bambini capaci di sognare e che abbiamo avuto la grande fortuna di nascere in un momento e nel posto dove questo ci era ancora stato concesso di fare.
Alanford50