LA RABBIA E LA SPERANZA

Salemi-RABBIA

Una  storia,semplicemente..poi una riflessione,insieme.                                                Buona lettura,viandanti del cuore

Un giorno su un isolotto in mezzo ai sette mari , dove il vento del nord soffiava con la ferocia del ghiacci e ruggiva in continuo mentre il gelo dipingeva gli alberi d’argento e la neve copriva il verde dell’erba con il suo manto bianco, un gigante fermo dietro il muro della sua dimora scrutava come di consueto l’orizzonte. Nulla era diverso dagli altri giorni e nulla mutava quel paesaggio mentre la grandine scendeva vestita di grigio con il suo respiro di ghiaccio.
Non un uccellino in cielo che cantasse, non un fiore sull’albero, non un filo d’erba che uscisse timidamente dalla neve e il gigante con la sua pipa in mano come un vecchio pescatore era sempre lì silenzioso e immobile ad aspettar la sera di un giorno che seguiva l’altro.
Si domandava spesso il gigante come mai sull’isola non arrivasse mai la primavera eppure prima di essere approdato lì l’aveva vista quella bella donna che rendeva soffici i prati e belli come le stelle i rami degli alberi. Già se lo domandava spesso ma non aveva risposte e così continuava a guardare l’orizzonte tra il sibilo del vento e il ruggito del temporale.
Ma quel giorno l’aria era diversa dalle altre volte e il vento meno ruggente, aveva l’impressione che qualcosa di diverso stesse accadendo, guardava il cielo e notava dei circoli di aria che volteggiavano in spirali diverse e inusuali e lì fermo dietro il suo muro ne osservava i mutamenti.
Da lontano nel punto in cui i sette mari si univano in un unico grande oceano notò un puntino nero, i suoi occhi brillarono e si mosse finalmente dalla sua dimora per cercare di scorgere cosa fosse.
Il puntino diventava sempre più grande e prendeva forma davanti ai suoi occhi e lui ora poteva distinguerla bene, era una nave, alto il suo albero maestro spiccava all’orizzonte con il suo pennone e una bandiera svolazzava sull’albero di prua.
Il colore marrone della carena e il bianco della bandiera rompevano la monotonia del grigio di quel paesaggio che ormai da tanto, troppo tempo il gigante aveva imparato ad osservare.
La nave si avvicinava a una velocità sempre maggiore finchè si fermo proprio lì davanti all’isolotto. Su di essa un grande essere dalle forme a lui similari si fermo a guardarlo e i due immobili e silenziosi incrociavano i lori sguardi.
Quanti pensieri passavano ora nella mente del triste gigante, quanti sogni sembravano prendere forma, e quante risposte sembrava voler dare nel silenzio quella nave così bella alla sua vista.
Non fece a tempo però a pensare a cosa dire che la nave alzò l’ancora e ripartì sparendo nella nebbia a ricostituire quel cielo grigio e compatto a cui il gigante era tanto abituato.
Perché era arrivata? E perché non si era fermata di più? Perché non gli aveva rivolto la parola e perché se ne era andata senza chiedergli nulla? Perché lo aveva lasciato di nuovo solo?
Ah quante domande si poneva il povero gigante, domande nuove e diverse da quelle che si poneva prima, domande cariche di delusione.
Dentro di lui però qualcosa si agitava e guardando il cielo sempre uguale nel suo grigiore cominciava a sbuffare e a imprecare, non riusciva a stare più fermo dietro il muro della sua dimora.
Usciva ora sempre più spesso nel freddo di quel gelido , implacabile e interminabile inverno.
Non sopportava più quei neri alberi che lo guardavano in senso di ammonito e che lo giudicavano rozzo e gretto e così un giorno con la sua ascia li tagliò di netto, quelli che erano stati i suoi unici amici nelle notti buie e che con i ram sembravano schernirlo di continuo ora erano lì che giacevano spezzati e con quei rami il gigante accese un fuoco e notò che il grigiore di quel plumbeo cielo perdeva consistenza e che la nebbia così pungente acquistava colore e u tenero arancio si distingueva tra la grandine e la neve.
Ed ecco di nuovo quel puntino all’orizzonte, lo stesso puntino che aveva visto giorni addietro, prendere forma e diventare di nuovo l’immagine di una nave, la stessa nave e stessa bandiera batteva in alto a sfidare il vento. Ah lo voleva vedere di nuovo in volto quell’essere similare e non avrebbe abbassato lo sguardo davanti a lui ma anzi lo avrebbe sfidato e gli avrebbe vietato di attraccare alla sua isola.
La nave arrivò lì davanti e il gigante urlò di andar via, di non gettare l’ancora in mare e di abbassare la bandiera perché suo era quel mondo e suo quel territorio. Ma la nave non ascoltò e gettò l’ancora e la scialuppa fu messa a mare e l’essere, lo stesso essere di quella vota scese e si fece largo tra il vento e la grandine.
La neve di colpo smise di cadere e sotto le pesanti orme dell’essere che arriva timido si vedevo un filo d’erba. Smise di brontolare e ruggire il vento e una brezza tiepida accarezzava ora il viso non più tagliente come la lama di un coltello.
L’essere si rivolse al gigante e disse porgendogli la mano:
“Vieni con me ti porto sulla terraferma”
Il gigante attonito guardava e fece per aprire la bocca e reclamare quando vide che il cielo si apriva dalle nuvole e che un raggio di sole colpiva il punto in cui giacevano gli alberi ormai cenere dopo il fuoco della notte.
“perché me lo chiedi ora e l’altra volta non ti sei neanche fermato?” gli disse il gigante
” oh caro mio” disse l’essere “non mi fermo tutte le volte che qualcuno vuole, mi fermo quando il tempo è maturo e la primavera è alle porte”
“ma qui non c’è mai la primavera” disse il gigante
” tu sei la rassegnazione ” disse l’essere >” e la rassegnazione da sola non porta a nulla e nulla le può venire incontro”
“ma tu sei passato l’altra volta, potevi aiutarmi e non ti sei fermato”
“io sono la speranza ” disse l’essere “e la speranza con la rassegnazione non va da nessuna parte ed entrambe affonderebbero in un mare di grigiore e di implacabile inverno senza sufficienti forze per lottare contro il vento”
” e allora perché ora ti sei fermato e vuoi portarmi via’” replicò il gigante che non riusciva a intendere le sue parole ” perché non sei più la rassegnazione ora, tu ora sei la Rabbia e la rabbia con la speranza possono solcare il mare e trovare il sole”
(Diana Mastrilli)

Direttamente da “La donna del mare “,un sito su cui navigare,per chi ama il mare e la sua “profondità”..

Informazioni su nunzy conti

“L’Astrologia può essere definita come il primo tentativo, fatto dall’uomo, per portare nella sua vita di incertezze e paure, la sicurezza e l’ordine che egli intravvedeva nel cielo”(Dane Rudhyar). Astri e contrasti nasce con l’obiettivo di fare ordine nel caos,eliminare il grigio della mediazione, oltre a imporsi di semplificare il linguaggio per permettere a voi cari viandanti la decifrazione di un codice astrologico molto spesso negato ai più . Nunzy Conti
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14 risposte a LA RABBIA E LA SPERANZA

  1. sonia ha detto:

    Un bel messaggio cara Nunzy sul non lasciarsi vivere mai, ma sul vivere direttamente sempre e tutto.
    A volte ci sono poi le pause, di triste rassegnazione, ma devono essere solo pause… per riprendersi e rigenerarsi.
    Serena settimana, un abbraccio!

  2. osolemia ha detto:

    bella lettura…
    grazie, come sempre

  3. nunzy conti ha detto:

    @osolemia
    ciao!!ho visto che hai cambiato veste grafica al tuo blog!!
    già mi piaceva..ora di più
    un abbraccio e grazie..come sempre

  4. nunzy conti ha detto:

    @sonia
    grazie sonia di quello che dici perchè è assolutamente vero..
    la rassegnazione è solo l’attimo che precede la convinzione al cambiamento e ci vuole proprio marte,e la sua rabbia per toglierci il velo di tristezza di saturno..

    *** ho fatto un salto nel FORUM di Lidia…sta succedendo di tutto!!!appena puoi Vai a leggere”DOVE STIAMO ANDANDO?”POSTATO DA LIDIA!!***
    CIAO CARA E A PRESTISSIMO

  5. sonia ha detto:

    Ho letto Nunzy, ho letto tutto e mi spiace.
    Sono sensazioni brutte, ma spero non si trasformino – per restare in tema con il tuo post – in rassegnazione, no?
    Si può fare, si può sempre fare… non è detto “bene” e senza danni, ma si può fare! ^_^
    Bacione grande, serena giornata!
    p.s. Urano che è entrato in 4a è stato definito, come sensazione, come una specie di fuoco d’artificio dell’anima… ma sai che è vero?
    Sento che non me ne capiteranno delle belle, ahimé, ma sento che ho anche tanta forza dalla mia.

  6. Elle ha detto:

    Ho letto questo racconto e mi è venuta subito in mente una persona cui farlo leggere…una persona che in questo momento lotta con la rabbia e che spero non dimentichi che esiste anche la speranza.
    Qualcuno prima di me ha provato a trasmettergli questo messaggio, ma non è stato recepito nel modo giusto ed io ora…non mi sento di insistere, spero arrivi qui a leggere, da solo.
    Perchè tutti abbiamo bisogno del nutrimento della speranza, contro l’aridità della rabbia.
    Grazie dolce anima sensibile, a presto.

  7. osolemia ha detto:

    @nunzy: sì, in effetti ho cambiato spesso per cercare la veste grafica più adatta a me… non so se questa sarà definitiva, lo scopriremo solo “bloggando”😉 intanto ti ho aggiunto tra gli amici che leggo, perché così è, ti leggo!
    baci

  8. nunzy conti ha detto:

    ..grazie…sei nei miei viandanti dal tuo primo post…a volte attraverso poche parole si respira un mondo…
    contenta di aver intuito la tua essenza di viandante dell’anima..
    un abbraccio e a presto

  9. nunzy conti ha detto:

    @elle
    cara creatura di nebbia la rabbia giustamente indirizzata è molto utile per farci ribellare alla rassegnazione passiva..è quell’attimo di giusta indignazione che mette in discussione noi stessi e ci pone nella situazione di cercare una risposta più salutare donandoci la speranza del cambiamento.
    E’ ovvio che fine a se stessa la rabbia è male incanalata e ci devasta l’anima..
    In astrologia psicologica questo è ben rappresentato da marte,che quando è lasciato libero senza direzione ci fa commettere azioni violente soprattutto (ma non solo)verso noi stessi,con il pessimo aiuto di un Urano (la forza di volontà e la rottura) mal disposto sul tema natale o in aspetto negativo dai transiti di marte.
    **la persona di cui parli sicuramente sta vivendo una profonda frustrazione e non trova risposte per placare la sua ira..l’errore purtroppo è cercare quelle risposte “fuori di noi”..tutto invece è “dentro di noi”..insieme a tutti gli irrisolti che procurano appunto rabbia fine a se stessa..
    posso chiederti che segno è la persona di cui parli?
    un abbraccio e..c’è posta per te.

  10. nunzy conti ha detto:

    @sonia
    Certo che si può fare…il punto a mio avviso è che lidia è stanca e ha ragione
    ad esserlo..se ci pensi sia io che te siamo fra quelle che si sono eclissate….anche per ragioni come queste..
    comunque io anche se timidamente sto facendo sentire di nuovo la mia presenza ,anche perchè sono comunque convinta che lidia sia davvero un faro che illumina la strada di molte persone..e noi più saggi dobbiamo dare una mano in questo momento..
    (vai sul post E l’incanto dincanto finì..)
    per quanto riguarda urano in 4à sono daccordo anche se penso che molto dipenda dai pianeti coinvolti…in questo SRADICAMENTO DELL’ANIMA..O PIU’ SEMPLICEMENTE “NECESSITA’ DI RIVOLUZIONARE CON FORTE ATTO DI VOLONTA’ LE STRUTTURE PRECOSTRUITE NELLE NOSTRE RADICI AFFINCHè LA NOSTRA VITA SI PROIETTI NELLA 10 SOSTENENDO UNA CHIOMA CHE SICURAMENTE NE AVRà DA GUADAGNARE QUANDO VENGONO RECISI RAMI E RADICI MALATE.
    CIAO SONIA E A PRESTO….

  11. osolemia ha detto:

    @nunzy: grazie! esiste il detto “a buon intenditor poche parole” ed evidentemente “mi ha saputa intendere” già dai miei primi post.
    bacio

  12. nunzy conti ha detto:

    @osolemia
    grazie mia cara… e davvero contenta di leggerti spesso da diemme,grande padrona di casa!!!
    un abbraccio

  13. ziojack ha detto:

    come si chiama il quadro in questa pagina? sono giorni che lo cerco!
    PS complimenti, il pezzo è bellissimo!

  14. nunzy conti ha detto:

    ..caro ziojack..si intitola proprio RABBIA…
    grazie per il Bellisssimo..🙂

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