Chi è Lidia Fassio?

La natura fa come Saturno con i figli (opera di Giovanni Auriemme)

Mi sono chiesta spesso ultimamente come presentarvi,amici viandanti ,dopo tante richieste da parte vostra questa grande Maestra dell’astrologia Umanistica-Psicologica e cosa ha significato per me l’incontro con lei..ma dopo vari e falliti tentativi e parole confuse e spesso imprecise…mi sono detta..quale miglior modo  per conoscerla se non  direttamente dalle sue parole..così ecco Lidia raccontata da Lidia:

LIDIA FASSIO

fassiolidia@eridanoschool.it

(direttamente da CONVIVIO ASTROLOGICO di MARY OLMEDA)

“Sono un Capricorno con Ascendente Ariete ed una Luna in Leone in quinta casa. Torinese, sposata e con un figlio musicista, amo tantissimo gli animali e attualmente ne ho cinque: due bellissimi maremmani bianchi a cui si aggiungono due gattoni ed uno piccolo, un frugoletto nero e peloso, ultimo arrivato, vivace e simpatico.

Il mio interesse per l’astrologia è nato tantissimi anni fa e lo considero un vero e proprio amore, che iniziò con un colpo di fulmine ma che perdura tuttora, vivo e vitale.
Osservare il cielo è sempre stato per me qualcosa di affascinante; quando ero piccola e vivevo in un piccolo paesino quasi montano, attendevo che i miei nonni e le mie zie andassero a letto e poi mi alzavo di soppiatto ed uscivo per vedere come brillavano le stelle e soprattutto cosa faceva la Luna, come si allargava e si stringeva e dove si collocava nel cielo notte dopo notte.
Allora non conoscevo nulla di astrologia ma sicuramente i miei valori di 12a casa mi spingevano a guardare a ciò che stava lassù e, fin da allora, parevano indirizzarmi per darmi una mano a scoprire quale sarebbe stata poi la mia vocazione.

Per la verità ero molto attratta anche dalle particolarità dei comportamenti umani: osservavo con molta attenzione, anzi devo dire che a volte ero come ipnotizzata al punto da non riuscire a distogliere lo sguardo dalle persone “strane”, soprattutto da quelle che, in un piccolo paesino, venivano chiamate “matte”.
Nel posto dove vivevo ce n’erano due strane, e di queste una mi affascinava in particolare, anche perché abitava accanto a noi e per me era una vera e propria attrazione, molto più di una curiosità.
Quest’uomo era un nottambulo, probabilmente un insonne, che trascorreva le notti nel giardino della propria casa e lì cantava alla Luna, parlava ai conigli, declamava poesie agli alberi e ad ogni cosa che lo ispirasse: tutte cose che in una piccola realtà fatta di contadini e pastori non erano proprio considerate “normali”… In effetti, Rinaldo – così si chiamava – non aveva di certo una vita normale, era piuttosto una specie d sognatore-poeta, uno che viveva fuori dalla realtà e soprattutto fuori dal tempo, poco adatto alla vita dura che lo aspettava ogni giorno e poco strutturato per essere un lavoratore a pieno ritmo. Era molto “sensibile”, forse anche fragile. Oggi lo definirei “femminile nell’animo”: un uomo con fantasie e sogni che a quei tempi, con la vita dura che c’era in campagna, non poteva neppure pensare di esprimere poiché non era nato nella famiglia adatta ad accogliere le sue qualità. Chissà, se qualcuno avesse capito o se lui avesse avuto la possibilità di studiare, forse Rinaldo sarebbe diventato un artista, un poeta, magari un musicista, qualcuno che avrebbe potuto esprimere al mondo la propria ricchezza interiore, che era rimasta pura e limpida come quella di un bambino che sogna di volare al di sopra della realtà, sulle ali di un cavallo alato.

Io scendevo la notte, mi nascondevo dietro al pergolato di casa mia e, da lì, osservavo ed ascoltavo, sicura di non essere vista e di non interferire con la sua ispirazione.
Quando venivo sorpresa, mia nonna mi sgridava e cercava di dissuadermi dall’osservare di nascosto le persone; io rispondevo energicamente che non guardavo le persone, almeno non tutte, ma guardavo quelle poche che colpivano la mia fantasia perché gli altri mi sembravano insignificanti e senza colore, mentre ero fortemente attratta da quelli “strani” che facevano cose “strane”.

Fin da allora, i miei valori astrologici mi spingevano fuori dalle situazioni ordinarie della vita e mi sollecitavano verso ciò che mi appariva strano e magari anche “emarginato”; cercavo di capire i perché della vita e cercavo spiegazioni anche a fatti che erano accaduti nella mia famiglia e di cui non sapevo darmi una spiegazione… In effetti io ero a casa dei miei nonni perché la mia famiglia era stata distrutta da un incidente stradale in cui mio padre aveva perso la vita, e l’idea che esistesse “la morte” era qualcosa che mi tormentava perché non riuscivo a comprenderne il significato, il senso, non sapevo come avvenisse (è come se la mia Luna congiunta a Plutone in Leone in 5a casa riuscisse allora a mostrare il massimo della contraddizione della tematica vita-morte). Inoltre, a quel tempo non era facile per me avere risposte: nessuno se la sentiva di affrontare una bambina piccola che voleva parlare di morte e, così, l’unico vero interlocutore su questo tema era Rinaldo, che, pur con tutta la sua stranezza, riusciva a darmi risposte che oggi posso definire molto appropriate proprio per il fatto che lui era rimasto “bambino” e per questo sapeva parlare ad una bambina inquieta , triste ed anche molto sola.

Sono passati moltissimi anni da allora, tuttavia non dimentico che Rinaldo mi diceva spesso: “certe risposte ce le può dare solo il cielo”… Forse, la mia passione per gli astri nacque proprio da queste sollecitazioni e dal tentativo di capire cosa “il cielo” teneva dentro di sé.

In ogni caso, la sincronicità volle che fin da ragazzina incappassi in un manualetto di astrologia, quelli del tipo “disegna il tuo tema natale” e con esso provai e riprovai, cercando di capire cosa rappresentavano quei segni, quegli aspetti: non mi arrendevo all’idea che “fosse tutto lì”, di tanto in tanto ci tornavo su ma non mi bastava, è come se intuissi che l’Astrologia doveva essere molto di più ma non riuscivo a trovare una chiave di accesso. Cercai testi, frequentai corsi, ma nulla riusciva a soddisfare la mia curiosità anche perché allora esistevano solo corsi e testi ad indirizzo predittivo e questo non suscitava in me alcun fascino.
Fu dopo un lungo peregrinare che ebbi la fortuna di incontrare Lisa Morpurgo e diventare sua allieva, potendomi così avvicinare al suo pensiero e ai suoi insegnamenti.
E’ come se Lisa avesse dato un senso alla mia ricerca: da grande studiosa qual’era, aveva intuito che c’era un codice sottostante che lei cercava di decodificare e che racchiudeva le grandi leggi universali nonché il modo in cui si inserivano nelle cose e nella vita umana. Lei mi diede la voglia di non fermarmi a percorrere le strade già battute, cercando risposte personali alle migliaia di domande che mi ponevo di fronte a questa disciplina.

Così, negli anni ho cercato di dare una lettura più profonda ai simboli astrologici e, avvalendomi della mia continua ricerca nel campo della psicologia, sono giunta a definire un mio personale metodo di lettura del tema natale in un’ottica esclusivamente evolutiva, psicologica ed umanistica, riuscendo così a percepire – almeno in parte – i messaggi che l’Astrologia è in grado di fornire se solo si sanno usare delle corrette “chiavi di lettura” e di interpretazione.
L’Astrologia è densissima di storia e di connessioni con le altre discipline: studiandola non si può fare a meno di studiare anche la storia del pensiero dell’uomo, i suoi miti, i suoi simboli, i suoi Dei, e soprattutto non si può fare a meno di pensare che essa sia stata la più antica forma di psicologia mai esistita… Per millenni ha permesso all’uomo di leggere come “esterno a sé” ciò che non poteva ancora concepire “dentro di sé”; forse l’astrologia è stata la sua espressione simbolica e rispecchiante più evidente, era la prima via assoluta “verso sé stesso” ma, insieme, forniva all’uomo la visione grandiosa di un ordine superiore e di una costruzione del mondo unitaria e gerarchica dentro la quale però lui si sentiva inserito, compreso e partecipe. La percezione di un “ordine universale” serviva a placare la paura di sentirsi solo ed impotente di fronte a un destino che altrimenti gli appariva caotico e privo di senso.

Chiaro che in un primo tempo l’oroscopo non poteva essere altro che la lettura di un “destino”; l’astrologo era semplicemente la persona che sapeva “interpretare” questo destino… Ma oggi che l’uomo è in grado di percepire la propria natura psicologica e spirituale, ecco che anche l’oroscopo può rispondere in modo molto più sofisticato e fornirgli la percezione di essere “l’artefice del proprio destino”.
Oggi l’oroscopo offre veramente la possibilità di fare un vero e proprio “lavoro sul carattere”, vedendolo come l’immagine speculare delle potenzialità e delle predisposizioni innate presenti nell’uomo. Anche l’uomo è molto più incline a guardare dentro di sé e a cogliere il movimento degli astri come un semplice “specchio” della propria natura e dei propri moti interiori. Ed ecco che l’astrologia si mette al pari con i tempi; l’astrologo attraverso l’oroscopo può aiutare l’uomo a meglio comprendere i suggerimenti che arrivano dal mondo interno e che possono essere colti come possibilità di conoscenza e di evoluzione.

Inutile aggiungere, con queste premesse, che l’Astrologia è oggi una parte consistente della mia vita proprio perché mi è stata compagna nei momenti più difficili, per scoprire parti di me, per dare significato al mio vissuto e alle mie sofferenze e, in ultimo, mi ha aiutata a comprendere cosa si muove dietro alle persone e alle loro molte maschere.
Devo dire che è stata sempre presente, discreta, mai deludente; soprattutto, saggia. Anche quando non ero pronta a cogliere i suoi suggerimenti ha saputo affiancarmi ed attendere dischiudendo lentamente le porte della sua conoscenza senza mai spaventarmi, entrando nella mia vita in modo leggero ed efficace, accompagnandomi a comprendere piccole porzioni della sua immensità, aiutandomi a decodificare il linguaggio simbolico ed archetipico attraverso cui comunica il suo sapere.
Essa mi ha fatto infine un grande dono: mi ha insegnato che ognuno ha una sua strada ed un preciso progetto da seguire e da portare a termine; che ognuno è fatto di una pasta diversa dalle altre e che non vi è pasta buona o cattiva ma semplicemente “diversa”; mi ha insegnato che la diversità è il sale della vita oltre che una reale necessità per garantire e perpetrare la ricchezza che ogni giorno il mondo e l’universo ci permettono di vedere attorno a noi in un fiore, nel sorriso di un bambino o in un albero che porta i suoi frutti a maturazione.
Mi ha insegnato lentamente ad avvicinarmi all’idea che a volte ciò che può sembrare negativo può essere semplicemente “utile” o, ancor meglio, che è l’unica strada attraverso cui l’IO può giungere a capire il messaggio del SE’; ho imparato che non esistono energie buone ed energie cattive, ma solo energie che sono usate bene o male a causa di motivazioni che troppe volte restano inconsce e alle difficoltà che ognuno di noi incontra nel difficile percorso di “conoscersi ed individuarsi”.

L’Astrologia mi ha presa per mano fino a lasciarmi intuire di essere parte di un progetto molto più grande, in cui nulla è isolato e nulla è senza senso. Ho cominciato attraverso di lei a vedere il processo della vita con occhi diversi, e quello che ho ricevuto in modo tanto generoso cerco giorno dopo giorno di trasmetterlo a chi, attraverso di me, sta cercando a sua volta di avvicinarsi a questa grande Signora, giovane e brillante nonostante i suoi tanti anni.”

(testo integrale…cari viandanti sarebbe stato un peccato togliere anche una sola riga!!)

BUONA LETTURA

E’ possibile leggere di Lidia Fassio

“IL PROGETTO DEL SOLE”

“LA DIFFERENZA TRA LAVORO E VOCAZIONE”

e vedere UN VIDEO DI UN INTERVISTA FATTA A LIDIA FASSIO

nella pagina di ASTROLOGIA


Informazioni su nunzy conti

“L’Astrologia può essere definita come il primo tentativo, fatto dall’uomo, per portare nella sua vita di incertezze e paure, la sicurezza e l’ordine che egli intravvedeva nel cielo”(Dane Rudhyar). Astri e contrasti nasce con l’obiettivo di fare ordine nel caos,eliminare il grigio della mediazione, oltre a imporsi di semplificare il linguaggio per permettere a voi cari viandanti la decifrazione di un codice astrologico molto spesso negato ai più . Nunzy Conti
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4 risposte a Chi è Lidia Fassio?

  1. sonia ha detto:

    Non c’è che dire… una bella e ricca persona e hai avuto sì fortuna cara Nunzy nell’incontrarla di persona.
    Per chi è appassionato poi di astrologia credo costituisca poi un bell’esempio e un punto fermo.

    p.s. cara Nunzy ho risposto alla tua mail ma non so se la risposta è giunta, pare che la posta non funzioni proprio bene in questo periodo. Fammi sapere, era la mia risposta ai tuoi appunti sul mio pseudo-articolo, grazie… bacione grande!

  2. arcangelo ha detto:

    E’ una grande ricercatrice, un pò sciamana, un pò psicologa, ma sempre umanissima, come la sua astrologia..non più centrata su sole apparizioni “mentali” ma fino ad arrivare al nervo della persona, ciò che la può far guarire. Anche se ultimamente mi sto avvicinando a approcci esperienziali, garantisco che tutto ciò che viene da lei è genuino e altamente spunto di riflessione..apre proprio la mente.
    E nunzy invece è proprio una vera strega! zietta!
    Il tuo blog è sempre bellissimo, un bacionee!

  3. nunzy conti ha detto:

    ….ecco vedi…poche parole dette con il cuore e la descrizione si arricchisce…dipiùdipiù…
    ti adoro…
    ***perchè non scrivi sul tuo diario..una pagina per lidia..sarebbe davvero carino…***
    a presto arcy

  4. nunzy conti ha detto:

    @sonia
    Hai ragione anche perchè dalla semplicità della sua descrizione si respira l’umiltà dei GRANDI….

    ***ho ricevuto mail***
    a presto cara…

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