Signora fantasia,sei personaggi,e un autore che passa li per caso..

Un baule ..vecchi ricordi..una foto e un manoscritto..ci sono tutti gli ingredienti per dar vita ad un particolare momento della mia vita ..e al mio primo incontro con il grande,grandissimo ..Pirandello …

In queste parole che sono solo una minima parte della lunga introduzione, io vi trovai delle risposte importanti…spero che per voi accada la magia che ancora oggi .a distanza di molti anni mi cattura….io che ancora acerba ..ero proprio alla ricerca di una credibilità e di quella che sarebbe stata da quel momento in poi mia compagna fedele e mia migliore amica…SIGNORA FANTASIA

Prefazione di LUIGI PIRANDELLO a SEI PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE

È da tanti anni a servizio della mia arte (ma come fosse da jeri) una servetta sveltissima e non per tanto nuova sempre del mestiere.

Si chiama Fantasia.

Un po’ dispettosa e beffarda, se ha il gusto di vestir di nero, nessuno vorrà negare che non sia spesso alla bizzarra, e nessuno credere che faccia sempre e tutto sul serio a un modo solo. Si ficca una mano in tasca; ne cava un berretto a sonagli; se lo caccia in capo, rosso come una cresta, e scappa via. Oggi qua; domani là. E si diverte a portarmi in casa, perché io ne tragga novelle e romanzi e commedie, la gente più scontenta del mondo, uomini, donne, ragazzi, avvolti in casi strani da cui non trovan più modo a uscire; contrariati nei loro disegni; frodati nelle loro speranze; e coi quali insomma è spesso veramente una gran pena trattare.

Orbene questa mia servetta Fantasia ebbe, parecchi anni or sono, la cattiva ispirazione o il malaugurato capriccio di condurmi in casa tutta una famiglia, non saprei dire dove né come ripescata, ma da cui, a suo credere, avrei potuto cavare il soggetto per un magnifico romanzo.

Mi trovai davanti un uomo sulla cinquantina, in giacca nera e calzoni chiari, dall’aria aggrottata e dagli occhi scontrosi per mortificazione; una povera donna in gramaglie vedovili, che aveva per mano una bimbetta di quattr’anni da un lato e con un ragazzo di poco più di dieci dall’altro; una giovinetta ardita e procace, vestita anch’essa di nero ma con uno sfarzo equivoco e sfrontato, tutta un fremito di gajo sdegno mordente contro quel vecchio mortificato e contro un giovane sui vent’anni che si teneva discosto e chiuso in sé, come se avesse in dispetto tutti quanti. Insomma quei sei personaggi come ora si vedono apparire sul palcoscenico, al principio della commedia. E or l’uno or l’altro, ma anche spesso l’uno sopraffacendo l’altro, prendevano a narrarmi i loro tristi casi, a gridarmi ciascuno le proprie ragioni, ad avventarmi in faccia le loro scomposte passioni, press’a poco come ora fanno nella commedia al malcapitato Capocomico.

Quale autore potrà mai dire come e perché un personaggio gli sia nato nella fantasia? Il mistero della creazione artistica è il mistero stesso della nascita naturale. Può una donna, amando, desiderare di diventar madre; ma il desiderio da solo, per intenso che sia, non può bastare. Un bel giorno ella si troverà a esser madre, senza un preciso avvertimento di quando sia stato. Così un artista, vivendo, accoglie in sé tanti germi della vita, e non può mai dire come e perché, a un certo momento, uno di questi germi vitali gli si inserisca nella fantasia per divenire anch’esso una creatura viva in un piano di vita superiore alla volubile esistenza quotidiana. Posso soltanto dire che, senza sapere d’averli punto cercati, mi trovai davanti, vivi da poterli toccare, vivi da poterne udire perfino il respiro, quei sei personaggi che ora si vedono sulla scena. E attendevano, lì presenti, ciascuno col suo tormento segreto e tutti uniti dalla nascita e dal viluppo delle vicende reciproche, ch’io li facessi entrare nel mondo dell’arte, componendo delle loro persone, delle loro passioni e dei loro casi un romanzo, un dramma o almeno una novella.

Nati vivi, volevano vivere.

Ora bisogna sapere che a me non è mai bastato rappresentare una figura d’uomo o di donna, per quanto speciale e caratteristica, per il solo gusto di rappresentarla; narrare una particolar vicenda, gaja o triste, per il solo gusto di narrarla; descrivere un paesaggio per il solo gusto di descriverlo.

Ci sono certi scrittori (e non pochi) che hanno questo gusto e, paghi, non cercano altro. Sono scrittori di natura più propriamente storica.

Ma ve ne sono altri che, oltre questo gusto, sentono un più profondo bisogno spirituale, per cui non ammettono figure, vicende, paesaggi che non s’imbevano, per così dire, d’un particolar senso della vita, e non acquistino con esso un valore universale. Sono scrittori di natura più propriamente filosofica.

Io ho la disgrazia d’appartenere a questi ultimi.

Odio l’arte simbolica, in cui la rappresentazione perde ogni movimento spontaneo per diventar macchina, allegoria; sforzo vano e malinteso, perché il solo fatto di dar senso allegorico a una rappresentazione dà a veder chiaramente che già si tien questa in conto di favola che non ha per se stessa alcuna verità né fantastica né effettiva, e che è fatta per la dimostrazione di una qualunque verità morale. Quel bisogno spirituale di cui io parlo non si può appagare, se non qualche volta e per un fine di superiore ironia (com’è per esempio nell’Ariosto) di un tal simbolismo allegorico. Questo parte da un concetto, è anzi un concetto che si fa, o cerca di farsi, immagine; quello cerca invece nell’immagine, che deve restar viva e libera di sé in tutta la sua espressione, un senso che gli dia valore.[…]

Edizione di riferimento:Luigi Pirandello, Maschere nude, a cura di Alessandro D’Amico, vol. II, collana I Meridiani, Arnoldo Mondadori editore, Milano 2004.- Il testo è stato pubblicato per la prima volta su «Comoedia» nel gennaio 1925 col titolo Come e perché ho scritto i «Sei personaggi» –
Per una lettura completa andate su :http://www.classicitaliani.it/pirandel/pira19_prefazione.htm

Informazioni su nunzy conti

“L’Astrologia può essere definita come il primo tentativo, fatto dall’uomo, per portare nella sua vita di incertezze e paure, la sicurezza e l’ordine che egli intravvedeva nel cielo”(Dane Rudhyar). Astri e contrasti nasce con l’obiettivo di fare ordine nel caos,eliminare il grigio della mediazione, oltre a imporsi di semplificare il linguaggio per permettere a voi cari viandanti la decifrazione di un codice astrologico molto spesso negato ai più . Nunzy Conti
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2 risposte a Signora fantasia,sei personaggi,e un autore che passa li per caso..

  1. donnaemadre ha detto:

    Adoro Pirandello. Ne sa qualcosa mia figlia, che un attimo prima di uscire per andare a sostenere l’esame mi chiese di dirle qualcosa di Pirandello, e io lo feci con tale prontezza e passione che lei riuscì a stupire i docenti riportando le mie parole.

    Adoro Pirandello perché i suoi personaggi sono ricchi, compositi, pur essendo sempre uguali (v. il fu Mattia Pascal), e sempre con la voglia di essere vivi, mai sottovalutando le problematiche del proprio sé, forse stupendosi ma mai rifiutandole.

    Ci sono delle opere meno conosciute, come “La signora Morli una e due” e “Cecè”, che pure amo molto, anche se non le ho mai viste rappresentate, e che pure rendono divinamente il senso della problematica pirandelliana (con possibili soluzioni?)

    Sei personaggi in cerca di autore è invece una delle opere più note, ciononostante proprio io… maniaca di Pirandello… libreria traboccante delle sue opere… pane e Pirandello a colazione…

    *** non l’ho mai letta…😳 ***

  2. nunzy conti ha detto:

    ….un’altra cosa che ci accomuna..mia cara amica…
    l’amore per Pirandello…
    “sei personaggi in cerca d’autore”..il mio incontro con Lui 😉

    ***E’ stata una delle prime opere che ho recitato***
    bacibacibaci

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