Genio in palcoscenico: Giacomo Leopardi

Poeta del Pessimismo Cosmico,della Natura Matrigna

Leopardi è per me ,fra i più grandi Cantori del verso del cuore di tutti i tempi…e mio grande, mai dimenticato amore adolescenziale..

Era tempo,cari amici,che volevo parlarvi del mio antico amore per Leopardi..un amore  che mi obbligò a contattare per certi aspetti quel lato pessimista del mio carattere,e a confrontarmi con esso..

Pur essendomi distaccata nel tempo dalla sua ideologia..rimane impressa nel mio cuore l’impronta indelebile della sua poesia e del suo canto

“Amaro e noia la vita altro mai nulla

e fango è il mondo.”

leopardi

Fra i miei diari di adolescente triste..ancora oggi leggo le sue più conosciute riflessioni:

Chi ha il coraggio di ridere, è padrone degli altri, come chi ha il coraggio di morire.”

I fanciulli trovano tutto nel nulla, gli uomini trovano il nulla nel tutto.”

La pazienza è la più eroica delle virtù giusto perché non ha nessuna apparenza d’eroico.”

La solitudine è come una lente d’ingrandimento se sei solo e stai bene stai benissimo, se sei solo e stai male stai malissimo.”

Non ti accorgi Diavolo, che tu sei bella come un Angelo?”

(ne potete trovare molte su www.frasicelebri.it)

Leopardi, fin da giovane, aveva una grande volontà di sapere e studiare. Era talmente bravo, che presto il suo maestro pensò di non essere più utile per i suoi studi.. Questi primi anni di studio così intenso senza nessuno svago o gioco, provocarono in lui problemi fisici ed una tristezza di fondo che lo accompagnarono per tutta la vita.

Il pessimismo di Giacomo Leopardi

prof. Francesco Rossi

https://i2.wp.com/www.homolaicus.com/Letteratura/infinito/images/camera.jpg

Camera da letto del Leopardi

Il De Sanctis affermò che “l’infelicità sua propria in età così giovane, lo condusse di buon’ora alla meditazione sul male e sul dolore” : il pessimismo è dunque radicato fin dal principio […]. Esso è motivato dall’ambiente, Recanati, il nativo borgo selvaggio nel quale Leopardi è nato e vissuto, è un luogo chiuso, primitivo nelle sue articolazioni; culturali, nell’assenza di affetti da parte della famiglia, e nella mancanza di rapporti e relazioni affettive da parte di amici e dame.

Intorno al 1815/ ‘16 Leopardi conosce quella che lui stesso chiama nello Zibaldone la sua prima conversione letteraria: conversione al bello.

Con la crisi del ‘19 Leopardi comincia ad elaborare quello che lui stesso definirà il suo sistema filosofico. Da Rousseau egli deriva la convinzione che il contrasto fra una natura benefica e una ragione malefica ha prodotto l’infelicità del genere umano; quest’ultima distruggendo le illusioni di cui l’uomo primitivo si alimentava si rivela nemica di ogni grandezza. Egli scrive nello Zibaldone: “Voglio dire che un uomo tanto meno o tanto più difficilmente sarà grande, quanto più sarà dominato dalla ragione: ché pochi possono essere grandi (e nelle arti e nella poesia forse nessuno) se non sono dominati dalle illusioni.

Secondo Leopardi dunque la società primitiva fu dominata dalle illusioni , al contrario la civiltà produce la convinzione dell’uomo che si volge verso i beni materiali della vita.[…]

Leopardi scrive nello Zibaldone: “La natura, per necessità della legge di distruzione e riproduzione, e per conservare lo stato attuale dell’universo, è essenzialmente regolarmente e perpetuamente persecutrice e nemica mortale di tutti gli individui di ogni genere e specie, ch’ella dà in luce; e comincia a perseguitarli dal punto medesimo in cui li ha prodotti. Ciò, essendo necessaria conseguenza dell’ordine attuale delle cose, non dà una grande idea dell’intelletto di chi è o fu autore di tale ordine.”

Parallelo, dunque, è anche il progressivo distacco del Leopardi dalla fede cattolica.

La ragione diviene per l’uomo strumento utile per smascherare gli inganni della natura e prendere consapevolezza della sua condizione.

Il pessimismo storico, che fa da sfondo ai grandi idilli, ritorna dunque ad essere vicino alle condizioni illuministe.

Secondo Leopardi la sofferenza è tanto più grande , quanto più sensibile è la coscienza, e un desino di grandezza è indissolubilmente associato ad una vita di dolore .

Al dolore si associa la noia, anch’essa una forma di infelicità, perché nasce dalla piena consapevolezza della nostra dura condizione di vita e dall’impossibilità di appagare quei desideri che la natura fa di continuo nascere in noi. La noia non viene individuata come dolore, bensì come momento antico positivo che ci aiuta a prendere coscienza della nostra assenza. Leopardi scrive nello Zibaldone :”La noia è manifestamente un male, e l’annoiarsi una infelicità. Or che cosa è la noia? Niun male né dolore particolare ma la semplice vita sentita, provata, conosciuta, pienamente presente all’individuo e occupantelo ” . E’ in questa fase che Leopardi articola la sua teoria del piacere: il piacere che l’uomo insegue è un obiettivo vano, vuoto, che mai acquisterà sostanza nella vita dell’uomo. […]

Dal 1831 al ‘37 Leopardi elabora il cosiddetto pessimismo agonistico (o eroico) che, dal punto di vista ideologico non è molto dissimile dal pessimismo cosmico.

Egli, pur avendo la consapevolezza di non poter arginare in nessun modo le offese della natura, invita a combatterla pur sapendo che sarà una battaglia perduta. Ci deve essere un impegno morale da parte dell’uomo nella lotta contro la natura, condotta con razionalità, attraverso la ragione. E’ essenziale creare una sorta di catena solidale tra gli uomini di genio, dall’animo nobile che li esorti ad essere uniti in questa battaglia. E’ un atteggiamento spirituale che presenta alcune affinità con quello dei grandi romantici europei soprattutto per la comune coscienza dell’inutilità, oltre che della nobiltà della lotta contro il destino.

Questa movenza viene a volte definita anche titanismo leopardiano.

Poco prima della morte, nel componimento la “Ginestra”, egli, dopo aver polemizzato contro le filosofie ottimistiche del suo tempo che esortavano le “magnifiche e progressive sorti del genere umano”, scrive della sua fralezza, della sua nullità di piccolo essere nell’immenso ciclo vitale delle leggi della natura […]

La vita per quanto arida e dolorosa sia, non è del tutto vana perché fornisce l’uomo la consolazione degli affetti e dell’immaginazione di cui si nutre la poesia (poetica del rimembrare). Egli quindi non sceglie il suicidio come soluzione, ma trova la forza per continuare a vivere e alleviare le sue sofferenze nell’arte del poetare, nella meditazione, nei suoi studi dai quali confessa di aver tratto soddisfazioni profonde ed i soli momenti d’oblio dei suoi tormenti, dando prova di altezza morale ed onestà intellettuale. Già nel dialogo di Plotino e di Porfirio infatti conclude:

“Viviamo , Porfirio mio, e confortiamoci insieme: non ricusiamo di portare quella parte che il destino ci ha stabilita, dei mali della nostra specie. Sì bene attendiamo a tenerci compagnia l’un l’altro; e andiamoci incoraggiando, e dando mano e soccorso scambievolmente; per compiere nel miglior modo questa fatica della vita.”[…]

C.R. Tesina di maturità a.s.1999-2000 di

www.francescorossi.it/leopardi

Vi consiglio una lettura completa dell’argomento nella pagina:Poesia: Giacomo Leopardi

Vi lascio con una delle poesie più belle del Leopardi, alla quale io sono eternamente legata..

L’infinito

Veduta dall’Ermo Colle dal punto di osservazione del poeta nel giardino di casa Leopardi a Recanati.Con la voce dell’intramontabile Vittorio Gassman.

linfinito

Vi aspetto ,cari viandanti,per esprimere la vostra opinione…e per chiedervi

.. A QUALE POETA VI SENTITE PARTICOLARMENTE LEGATI?

Informazioni su nunzy conti

“L’Astrologia può essere definita come il primo tentativo, fatto dall’uomo, per portare nella sua vita di incertezze e paure, la sicurezza e l’ordine che egli intravvedeva nel cielo”(Dane Rudhyar). Astri e contrasti nasce con l’obiettivo di fare ordine nel caos,eliminare il grigio della mediazione, oltre a imporsi di semplificare il linguaggio per permettere a voi cari viandanti la decifrazione di un codice astrologico molto spesso negato ai più . Nunzy Conti
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5 risposte a Genio in palcoscenico: Giacomo Leopardi

  1. Lady Ginevra ha detto:

    Bella sorpresa stamattina, nel mio giro mattutino sui “nostri” blog mentre sorseggio il blog, trovare Leopardi, con tutta la sua filosofia e gli spunti di riflessione che si portano dietro i suoi pensieri.

    Nonostante il suo pessimismo, oggi per me è stata una ventata di autostima leggere

    “Chi ha il coraggio di ridere, è padrone degli altri, come chi ha il coraggio di morire”

    come pure

    “La solitudine è come una lente d’ingrandimento se sei solo e stai bene stai benissimo”

    *** spero di riuscire a tornare per ulteriori riflessioni ***

    (cioè, per tornare torno, sto sempre qui: è sulla possibilità di potermi concentrare su ulteriori riflessioni che nutro serissimi dubbi!🙂 )

  2. Massimo ha detto:

    Ciao Nunzy, qualche settimana fa ho partecipato ad una giornata di meditazione. Abbiamo analizzato a lungo “L’infinito” di Leopardi. Leggendola attentamente si può scoprire che lui nel momento in cui l’ha scritta stava in uno stato di pura meditazione…probabilmente non cercata e per questo ancora più speciale.

    P.s. San Valentino per me è stata una giornataccia perchè il mio cane Zeus si è smarrito, o forse aveva un appuntamento con qualche cagnolina ;))
    A parte gli scherzi per me è stato davvero un brutto momento. Non era mai successo…e lui per me è molto speciale. Comunque la cosa bella è che l’ho ritrovato dopo due giorni (dopo infinite ricerche) ed è stata una felicità immensa!
    Un’abbraccio, Massimo

  3. nunzy conti ha detto:

    @Lady
    …solo un pensiero di Leopardi..tutto per te..
    “Non ti accorgi Diavolo, che tu sei bella come un Angelo?”
    ***Il mio amore per la sua poesia è immenso***

    @massimo
    Ciao amico mio…..
    condivido in pieno questa teoria….Leopardi a mio avviso era un uomo speciale ,nato nel tempo sbagliato…con un padre sbagliato,in un contesto sbagliato…ma se ciò non fosse successo..noi non godremmo della sua musica ,oggi….
    *** Sempre felice di leggerti***
    P.S.
    Mi riporti nel ricordo la mia Scheila…me ne ha combinate di tutti i colori… trovata malata ,curata ,amata…adorabile…ma con il vizietto della fuga…costantemente innamorata. Ho passato più tempo a ritrovarla e riportarla a casa di quello che abbiamopassatoinsieme..finchè un giorno..non è più tornata…😦
    …ancora ci penso:::

  4. Eugenia ha detto:

    La mia vita cambiò qnd conobbi uno stupendo poeta con delle magnifiche poesie…lo devo ringraziare x avermi cambiato la vita!!… “la solitudine è come una lente di ingrandimento se sei solo e stai bene stai benissimo,se sei solo e stai male stai malissimo” parole di un grande poeta!!:)

  5. nunzy conti ha detto:

    …cara Eugenia (che tra l’altro porti un nome a me molto caro)…sono daccordo con te…
    Se ami questo poeta così tanto come me vai su
    https://nunzyconti.wordpress.com/poesia/giacomo-leopardi/
    …ti piacerà
    ciaoooooooooo

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