A proposito di “Felicità”

dolcezza027

Dolcezza,opera di Arianna Ruffinengo

Cari Viandanti,ormai conoscete bene la mia predisposizione dell’anima per quelle parole del cuore speciali,che ti colgono all’improvviso,quando meno te lo aspetti..e che ti lasciano un impronta…

Un nostro nuovo viandante,Alanford…è l’artefice di questo post…che vi invito a leggere.

Fermate l’ansia e riflettete….

Quanto costa essere felici

by Alanford50

Dedalo
Dedalo,opera di Giovanni Auriemme

“Noi non sappiamo essere felici…è vero perché in fondo siamo meno perfetti di quello che pensiamo e crediamo, esiste una grande verità che pochi riescono a fare propria, che tanta fatica costa l’essere infelice che in egual misura costa l’essere felice, non un po’ di più ne un po’ di meno, questo è un grande segreto, dipende solo da una nostra piccola e semplice decisione.. Io ho ripetutamente e in più occasioni voluto rimarcare una delle poche certezze della mia vita, ossia che il grande segreto non è il capire la complementarietà dell’infelicità e della felicità, ma della assoluta equità nella fatica che occorre per viverle, tanta fatica e sofferenza occorre per vivere l’infelicità quanta ne occorre per vivere la felicità, sembra incredibile ma è vero, quindi se la fatica e la sofferenza sono assolutamente uguali, tanto vale dedicarsi alla felicità, lapalissiano, non vi pare? Forse il mio pensiero sembra averla buttata troppo sul facile, come se l’essere felici oppure no dipendesse unicamente dallo schiacciare un ipotetico pulsante per fare cambiare le cose, ma la verità quella più vera non è così distante, il mio modo di vedere il senso della vita recita che noi ci ritroviamo in un certo punto di una strada di forma elicoidale, fatta a spirale insomma, ma la particolarità e l’utilità dello scoprire di trovarsi in quella strada con quella strana forma è che in effetti è assolutamente vero che se si riesce a prenderne coscienza di come è fatta quella strada la fatica per percorrerla è perfettamente uguale sia nel lasciarsi andare verso il basso, sia nel risalirla verso l’alto, quindi dove sta l’arcano, sta unicamente nel prendere coscienza di se, se ci si riesce all’improvviso sarà come trovarsi di fronte ad un bivio con la consapevolezza che da una parte c’è la sofferenza certa, dall’altra la speranza della non sofferenza, quindi dipende tutto ed unicamente dalla nostra capacità di prendere una decisione, o di qua o di la, la fatica e la sofferenza saranno uguali ma scegliere l’una o l’altra strada fa la differenza, e la non sofferenza non è la felicità ma un qualcosa che rassomiglia molto alla serenità che è la cosa più somigliante alla utopia e all’idea che noi umani abbiamo della felicità.”

Informazioni su nunzy conti

“L’Astrologia può essere definita come il primo tentativo, fatto dall’uomo, per portare nella sua vita di incertezze e paure, la sicurezza e l’ordine che egli intravvedeva nel cielo”(Dane Rudhyar). Astri e contrasti nasce con l’obiettivo di fare ordine nel caos,eliminare il grigio della mediazione, oltre a imporsi di semplificare il linguaggio per permettere a voi cari viandanti la decifrazione di un codice astrologico molto spesso negato ai più . Nunzy Conti
Questa voce è stata pubblicata in Arte, Felicità, Pensieri e parole, Riflessioni, Viandanti e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

19 risposte a A proposito di “Felicità”

  1. Alanford50 ha detto:

    Il mio ringraziamento ti è assolutamente dovuto, grazie per l’ospitalità che mi hai concesso e per la considerazione che hai avuto per il mio modestissimo pensiero e per le susseguenti parole che ne sono scaturite.

    Ancora grazie, complimenti per il tuo bellissimo spazio che hai riservato ai pensieri e ai sentimenti.

    ciaooo neh!

  2. vicozzarecords ha detto:

    Yeah!
    Bella Alanford, noi siamo quello che vogliamo!
    Sono d’accordo con te, nzi, a volte essere felici è addirittura più semplice… La felicità ce l’abbiamo sotto il naso… Mentre molta gente si costruisce di quei castelli per non esserlo…
    Mi piaci Alanford!

  3. Alanford50 ha detto:

    Grazie anche a te Vicozzarecords per l’apprezzamento dimostratami , ora l’ora è tarda ma verrò senz’altro a trovarti e a visitare il tuo mondo. ciaooo neh!

  4. eppifemili ha detto:

    vero vero vero!
    Il problema è ricordarselo sempre!

  5. Luca ha detto:

    io penso ancora che la felicità sia un traguardo arduo rispetto all’infelicità. penso che la felicità sia la cima di un’altissima montagna bianca che sta al centro di una prateria di infelicità. non mi sento rassegnato, anzi, sono animato da una strana speranza (e che forse qualcuno davvero pessimista può etichettare come illusione), la speranza di poter arrivare in cima e guardare con un sorriso la desolazione sotto i miei piedi.
    in questo senso penso che il raggiungimento della felicità sia una scalata, la vita, in certi punti più leggera, in altri impervia e pesante. ma di certo un qualcosa per il quale possa sentirmi fiero di aver lottato. aver faticato.

    ma questo dipende anche dal concetto che ognuno di noi ha della felicità stessa. per un uomo la felicità può consistere nello svegliarsi ogni mattina con un sorriso accanto al suo cuscino, per un altro può essere una veranda a due passi dal mare, o la consapevolezza di aver dato qualcosa di magnifico al mondo.

    in sintesi potrei dire:
    “It’s easy to be miserable. Being happy is tougher — and cooler.”
    Thom Yorke

  6. alanford50 ha detto:

    Ciao Luca, è luogo comune pensare che la felicità e la cima della montagna, io sono portato a credere che non sia del tutto esatto, che il premio non è quello che trovi in cima alla montagna ma quello che vivi e provi camminando e salendo verso di essa, ogni attimo vissuto per raggiungere lo scopo, in questo senso sono innanzi tutto convinto delle parole espresse in precedenza, ossia in questo consapevole percorso, tanta è la fatica nel cercare l’obbiettivo e altrattanta è comunque la fatica nel fare cose opposte, ossia nel lasciarsi andare senza nessun obiettivo.
    Nel mio caso particolare posso affermare di essere convinto che quello che provo attimo dopo attimo nel proseguire verso il mio obiettivo è un qualcosa che non è sicuramente la felicità, forse è più una specie di serenità che è comunque la cosa che più si avvicina all’idea che noi abbiamo della felicità.
    Sono anche sicuro che una volta arrivati in cima ci si trova sempre a dover cercare nuove cime perchè probabilmente quello che troviamo su quella benedetta punta non è mai appahante quanto quello che abbiamo provato e vissuto nel percorso per arrivarci.
    Ciaooo neh!

  7. Giovanna Amoroso ha detto:

    In un mondo di “insoddisfatti cronici”, bisognerebbe gioire di più…

    Un abbraccio

    Giovanna

  8. Luca ha detto:

    può sembrare certo un luogo comune la figura della montagna, ma nel mio caso è stato un sogno a presentarmi questa visione della felicità. l’ho raccontato in dettaglio sul mio blog; comunque, in sintesi, nel sogno raggiungo la cima di una montagna bianca (proprio di roccia particolarmente bianca) e tra due picchi mi siedo stremato ma felice ad osservare la desolazione più sotto, che vedo chiaramente nonostante l’altitudine, respirando un’aria sublime. respirando l’eternità – risparmio il resto.
    sentivo davvero una forte sensazione di felicità che non si spiega e quando mi son svegliato son rimasto parecchio dispiaciuto.

    forse sì, arrivati in cima occorre trovare nuove cime. potrebbe essere una mesa, oppure.
    ma i due concetti non li vedo proprio sullo stesso livello di difficoltà. almeno, finora.

    ciao

  9. rastalife ha detto:

    La più grande espressione di felicità è la Natura…

    rastalife.pace.

  10. nunzy conti ha detto:

    Mi piacciono i vostri commenti..mi piacciono i vostri pensieri….questo post di Alanford ero certa che avrebbe dato da pensare..
    “La felicità è l’attimo in cui l’istante si ferma per concepire l'”Assoluto” divino che viene a noi ”
    :::Poi si perde….ma rimane la sensazione di averla sfiorata ..e per il resto dell’esistenza si continua a cercarla…
    “La Serenità è quella condizione privilegiata che si rivela a chi percepisce l’essenza e il Quid della propria esistenza e smette l’abito della ricerca della felicità per indossare quello più comodo del vivere appieno il proprio tempo,spazio e luogo…. ”
    In mezzo a queste due posizioni c’è il Sogno
    ***vi abbraccio amici cari***

  11. alanford50 ha detto:

    Per Rastalife:

    Pur con il massimo rispetto, non sono assolutamente daccordo sulla tua affermazione.

    La più grande espressione di felicità è la Natura…

    Della natura si può dire quasi di tutto, tranne che sia l’espressione della felicità, è una macchina perfetta, atta alla perpetuazione di se stessa, e per farlo lo fa con i mezzi più crudeli ed infimi.

    Sul mio blog ho scritto tempo fa questo post:

    La banalità della casualità.

    In natura ogni cosa serve per permettere ad una o più cose di sopravvivere, una vera e propria catena, tutto è riconducibile ad un freddo ingranaggio che consente alla macchina di girare e di funzionare, anche le cose belle non sono fini a se stesse, ma esistono per fare la loro parte in quel grande movimento cosmico della macchina umano/vegetale.

    Alcuni fiori sono estremamente belli e profumati per il solo scopo della sopravvivenza, per attirare altri animali, insetti o simili che trasportino le loro spore su altri fiori, per continuare e perpetuare la specie, quello che è veramente incomprensibile è il perché tutto ciò debba avvenire, e come se fosse una macchina che una volta messa in moto non è più in grado di fermarsi, la vera domanda non è cosa fa la macchina per continuare a funzionare, ma perché è in moto?! qual’é il fine recondito, è anch’esso frutto di una casualità oppure no? questa è la grande domanda a cui nessuno se non tramite la religione ha saputo dare risposta, ma essa ha risposto in modo sibillino chiedendo a sua volta di affidare tutto ad un atto di fede, ossia chiedendo di credere senza porsi domande, e questo per me non va bene, perché una vera domanda senza una vera risposta genera solo altre domande che non daranno mai risposte, e allora rieccoci punto e a capo al punto di partenza e alla ricerca di quella casualità che ha dato origine alle cose.

    Il mondo è una creazione senza un senso compiuto, ma esso è talmente perfetto nella sua totale inutilità da mettere l’uomo in condizione di cercarne a tutti i costi un senso, incapaci di credere che tutta questa perfezione non abbia un fine, finendo così involontariamente per trovarvi nella sua illogicità, l’unico scopo, capirne il perché noi esseri che per vivere necessitiamo di logica e di un senso, siamo stati costretti ad attribuirgliene uno per potergli sopravvivere.

    Ciao perdona se ho dato libero sfogo alla mia parte logorroica. ciaooo neh!

  12. alanford50 ha detto:

    Per Nunzy Conti;
    Volevo lasciarti un simbolico applauso, perchè con il tuo ultimo commento hai centrato appieno quello che io non sono stato capace di dire, hai colto l’essenza recondita del messaggio sulla felicità e sulla serenità, il concetto che almeno per me si avvicina di più al termine verità superiore e assoluta.

    Ciaoooo neh!

  13. Cocodix ha detto:

    Certo mi manca qualcosa ma mi sento ogni giorno una persona felice; per un miliardo di ragioni. Un superbacio.

  14. rastalife ha detto:

    con rispetto parlando, ogni cosa può essere vista con l’occhio buono e quello cattivo. Tu in questo caso hai preferito guardare il lato nero, ed è inutile discutere perchè hai ragione, di ogni cosa se ne può accentuare il bello o il brutto. Dipende dai punti di vista. La mia espressione la ritengo più che valida, ci credo, e la confermo. Ti invito anche a leggere il Manifesto dell’irrealismo, pubblicato nel mio blog e il mio pensiero al riguardo, sempre lì.
    Pace.

  15. alanford50 ha detto:

    Ciao rastafile, il tuo discorso non fa una grinza, nel senso che è vero che ci troviamo di fronte al classico dilemma del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno, in questo senso non posso dare torto se propendi per il mezzo pieno è evidente che la natura è anche visione di dolcezza, di bellezza, persino di serenità, chi vede il bicchiere emzzo pieno può addirittura leggervi la possibilità di trovarvi addirittura la felicità, io per caratteristica personale tendo sostanzialmente a vedere di più il fatidico bicchiere mezzo vuoto, quindi inutile dire cosa ne penso di tuuta la serenità,dolcezza, bellezza che si intravedono nell’spressione della natura, tralasciamo poi il discorso sulla felicità che ovviamente da parte mia non può che essere evidenziato come espressione di un sogno utopico.
    Io però in questo specifico caso credo di avere abbondantemente superato il problema del mezzo pieno o vuoto, per soffermarmi sul vero problema, oassia che il contenuto del bicchiere è mezzo, non so se sono riuscito a spiegare il concetto di base.
    Io non nego che a d osservare la natura si riscontrino dei paesaggi stupendi, prati in fiore, piante stpende e coloratissime, tutto questo appaga i miei sensi e li confonde riempendoli di sensazioni piacevolissime fino a farmi distrarre dalla realtà, ossia che tra quel verde, tra quei fiori colorati avvengono vere e propie tragedie unicamente in nome della perpetuazione delle cose e degli esseri, e queste cose ogni frazione di secondo dello scandire del tempo, la catena alimentare umana come un orologio che non si ferma mai prosegue nel suo divorarsi, la formica, mangia il pidocchio, lo scarafaggio mangia la formica, la lucertola mangia lo scarafaggio, il piccolo roditore mangia la lucertola, il grande predatore mangia il piccolo roditore e su in cima alla piramidi l’uomo che mangia il grande predatore, questo accade ogni frazione di secondo, in ogni dove di questo pianeta, un eterno movimento che porta verso la sopravvivenza e al massimo prolungamento della propria vita su questo pianeta, e tutto questo accade all’interno di tanta struggente bellezza che noi umani abbiamo chiamato semplicemente con il termine natura, accertato che ogni cosa esiste con l’unico scopo di permettere ad un’altra cosa di proseguire il proprio attimo di vita per poi finire a sua volta per diventare sostanza per altri attimi di vita, il fatto che i fiori siano colorati, che i paesaggi siano struggenti, il sole caldo, il mare ed il cielo blu, in tutta onestà non trovo nulla che ossa essere associato alla parola felicità.
    Questa è la considerazione di chi vede il bicchiere unicamente mezzo, certo manca la poesia, ma la realtà chi ha mai detto che debba per forza essere poetica…..
    Appena ho tempo faccio un salto a leggere quanto mi hai consigliato, am come avrai capito non mi faccio abbindolare dai colori, dai profumi e dalle sensazioni, queste cose le uso per rendere vivibile la cruda realtà che è spogliata da tutti i fronzoli che noi umani gli abbiamo attribuito per sopravvivergli più a lungo possibile.

    Ciaooo neh,

  16. piemme ha detto:

    Le persone che non sopporto sono quelle che stanno lì ferme ingessate nella loro infelicità recriminando su se stesse e sugli altri.
    Tanto nessuno mi sopporta… nessuno mi capisce… non ci riuscirò mai… ho fatto sempre scelte sbagliate… e poi ho tanti difetti… no, non vengo perché so già che mi annoierò… e via dicendo.

    Caccio!!! datevi una mossa, rimboccatevi le maniche e iniziate a lavorare per uscire da questo stato comatoso.
    La felicità è una pietanza che si prepara con gli ingredienti che uno vuole, non c’è una ricetta da seguire.
    Ma una cosa è certa, se nella pentola non metti niente resterai digiuno!

    Ciao Nunzy.

  17. nunzy conti ha detto:

    @Piemme
    Quanta verità in quello che dici…
    e noi due nel pentolone ne abbiamo messa di roba!!!!
    ti adoro amico caro
    e torna trovarmi più spesso..lo sai che l’amichetta tua è latitante ultimamente..ma non nel cuore
    A presto

    @Alanford e Rastalife
    Io credo che ci sia in entrambe le vostre posizioni una sottile identica verità
    D’altro canto la verità assoluta non esiste mai….esiste invece il luogo da dove si guarda….
    vi abbraccio e grazie per aver animato questa discussione

    @Cocodix
    ..e sono “quel miliardo di ragioni” che fanno di te quello che sei…🙂
    un bacio

  18. Cocodix ha detto:

    😳
    Supersmack!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...