Ai guerrieri di luce (oasi n°4)

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Il guerriero sa che,di tanto in tanto,il combattimento viene interrotto.

Forzare la lotta non serve; è necessario avere pazienza, aspettare che le forze entrino di nuovo in collisione.

Nel silenzio del campo di battaglia,il guerriero sente i battiti del proprio cuore. Sa di essere teso,di avere paura.

Egli fa un bilancio della propria vita;controlla se la spada è affilata,se il cuore è soddisfatto,se la fede sta infervorando l’anima. Sa che la preparazione è importante quanto l’azione.

C’è sempre qualcosa  che manca.E il guerriero approfitta dei momenti in cui il tempo si ferma per armarsi meglio.

(Paulo Coelho-Manuale del guerriero della luce)
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Informazioni su nunzy conti

“L’Astrologia può essere definita come il primo tentativo, fatto dall’uomo, per portare nella sua vita di incertezze e paure, la sicurezza e l’ordine che egli intravvedeva nel cielo”(Dane Rudhyar). Astri e contrasti nasce con l’obiettivo di fare ordine nel caos,eliminare il grigio della mediazione, oltre a imporsi di semplificare il linguaggio per permettere a voi cari viandanti la decifrazione di un codice astrologico molto spesso negato ai più . Nunzy Conti
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2 risposte a Ai guerrieri di luce (oasi n°4)

  1. Diemme ha detto:

    Sembra scritto per me, per questo momento particolare… 😉

    Ah, la mia astrologa!

  2. alanford50 ha detto:

    Il guerriero spera che il combattimento venga ogni tanto interrotto , per potere riprendere il fiato, forze e consapevolezza di essere ancora vivo.
    E’ vero nel silenzio del campo di battaglia il guerriero sente i propri battiti del cuore e tra un battere ed un levare, in quell’attimo di silenzio e di attesa del battito successivo ecco che il cuore ritrova il dialogo con la propria anima, che gli concede di sentirsi ancora vivo e di conseguenza di conoscere il morso della paura, e che gli concede anche il tempo di un fugace bilancio dell’attimo che ha vissuto, che sta vivendo e che sta per apprestarsi nuovamente a vivere, e nel farlo conosce nuovamente il gelido senso avvolgente della paura, che non è più legata al vivere ma all’ipotetico morire, ma il tempo non gli si concede e tiranno gli regala unicamente l’affanno e la paura che gli lascia il non averne compreso in fondo il senso.

    Ciaooo neh!

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