Essere o non essere

“E in quel sonno di morte placare gli spasmi del cuore,
annegare tutte le infinite miserie di cui è schiava la nostra carne.”

images…un momento per riflettere…una vita per difendere i propri principi contro un mondo che nega ai “migliori” il diritto di “essere” contro il “non essere”…Regalatevi una sosta viandanti del cuore…5 minuti per riflettere su cosa davvero siamo chiamati ad “essere”…e su cosa dobbiamo ripeterci costantemente:

“In questa vita di Grigio e Chiaroscuro..io voglio i Colori.. io voglio diventare  l’Ascobaleno della mia anima”


Essere o non essere. Tutto qui.
E’ più nobile per l’animo sopportare impavido
I colpi e le frecce della fortuna ostile.
O davanti all’oceano dell’infelicità rifiutarsi e dire di no.
Prendere un’arma e finirla.
Morire… dormire… nient’altro.
E in quel sonno di morte placare gli spasmi del cuore,
annegare tutte le infinite miserie di cui è schiava la nostra carne.
Perché mai non arrivare a questa conclusione.
Morire… dormire… dormire si, e in quell’oblio sognare,
si questo è il punto. Perché in questo sonno di morte
quali sogni potremmo avere? Una volta liberati di questa sfoglia mortale
quali incubi ci perseguiteranno?
Ecco che cosa ci ferma, ecco qual è il motivo
che dà alla sventura una così lunga vita.
Perché infatti sopportare le frustate e le ingiurie del tempo,
la violenza degli oppressori, le offese degli arroganti,
l’agonia di quando si soffre per amore,
le lungaggini della legge, l’insolenza di chi comanda,
gli affronti che il paziente merito deve subire da chi non vale niente,
quando in un istante potremmo mettere fine da soli a tutti i nostri mali
con un piccolo pugnale affilato?
Ma perché portare fardelli, e sudare, e imprecare
per le fatiche cui la vita ogni giorno ci costringe?
Ma il motivo c’è, abbiamo il terrore di qualcosa dopo la morte,
un paese inesplorato dal cui confine nessun viaggiatore ritorna.
E’ questo che paralizza la volontà,
che ci fa piuttosto affrontare i mali che già abbiamo e conosciamo
invece di farci fuggire verso altri lidi che ci sono ignoti!
Si, è proprio la coscienza di tutto questo che ci rende vivi.
E così il colore naturale della decisione si offusca
e va stemperandosi negli oscuri riflessi del nostro pensiero,
e perfino imprese, che sarebbero di grande altezza e importanza,
per questa ragione si dirottano dal loro giusto corso
e perdono anche il nome di azione.

(Shakespeare/Zeffirelli/Gibson/ Giannini…4 grandi per un capolavoro)

Informazioni su nunzy conti

“L’Astrologia può essere definita come il primo tentativo, fatto dall’uomo, per portare nella sua vita di incertezze e paure, la sicurezza e l’ordine che egli intravvedeva nel cielo”(Dane Rudhyar). Astri e contrasti nasce con l’obiettivo di fare ordine nel caos,eliminare il grigio della mediazione, oltre a imporsi di semplificare il linguaggio per permettere a voi cari viandanti la decifrazione di un codice astrologico molto spesso negato ai più . Nunzy Conti
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3 risposte a Essere o non essere

  1. cavaliereerrante ha detto:

    Beh … la morte, chi può dire dove ci potrà condurre ?!?!?
    Se verso una trasformazione ( poichè è scientificamente provato che “nulla muore, ma muta soltanto” ) di cui, in vita, non sappiamo nulla o quasi, oppure, diversamente, nei paradisi o negli inferni che non poche religioni dipingono ?!?!?
    Io, @Nunzy cara, quell’ ignoto che mi affascina …. lo vedo così ! 🙂
    Un bacio a te !!!

  2. nunzy conti ha detto:

    Scusami Cavaliere Errante..la mancata risposta.. è troppo tempo che non transito in questi luoghi,ma oggi ritorno con rinnovato ardore e ti ringrazio sempre per i tuoi delicati pensieri che ci regali…
    …E per continuare la nostra conversazione mi piaceva aggiungere una frase appropriata a questo argomento. Qualcuno un giorno mi ha detto..e non l’ho mai dimenticato:
    “Se non entri a patti con la Morte non entri a patti con la Vita”
    e poi un giorno incontrai queste parole:
    “Si pensa poco alla Morte. Passiamo la vita preoccupandoci di autentiche assurdità,rimandando cose ,trascurando momenti importanti. Non osiamo rischiare,perchè pensiamo che sia pericoloso. Ci lamentiamo copiosamente ,ma diventiamo vigliacchi quando si tratta di assumere dei provvedimenti.Vogliamo che tutto cambi,ma ci rifiutiamo di cambiare noi stessi. Se le persone pensassero più alla morte,non si scorderebbero di fare talune telefonate. Sarebbero più folli. Non temerebbero la fine di questa incarnazione perchè non si può avere paura di qualcosa che accadrà comunque(…)
    Che la morte sia sempre seduta al tuo fianco. In tal modo quando dovrai compiere imprese importanti ,ti darà la forza e il coraggio necessari”
    (Sono come il fiume che scorre-Paulo Coelho)
    Un abbraccio

  3. cavaliereerrante ha detto:

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