ARTE E MODA

DUE MONDI CHE COMUNICANO

ABITI NUNZY CONTI,collezione “Inno alla Primavera”

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Ostrica,Spose Nunzy Conti

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Abito pipistrello;Abito Cigno di Nunzy Conti

“UNA COSA BELLA E’ UNA GIOIA PER SEMPRE”

..sentenziava Oscar Wilde, genio estetico senza pari, riferendosi alle opere d’arte e al loro splendore senza tempo. Lo stesso splendore, eterno, che oggi sembrano aver raggiunto i prodotti di quella che è a tutti gli effetti un’arte minore: la moda. Da sempre condizionati dal rapido scorrere del tempo, gli stilisti hanno, infatti, dovuto lottare a lungo contro la natura effimera delle loro creazioni, con l’intento di affermarne anche il valore artistico, oltre che quello commerciale.Un obiettivo senza dubbio difficile da realizzare, ma che oggi sembrano aver raggiunto.Silvia Conte

L’ARTE E LA MODA SI SPOSANO

Abito Versace

Arte e Moda si compenetrano..dalla creazione di vere e proprie opere d’arte vestibili, o meglio vivibili per un spazio di tempo determinato.Tutto nel mondo è colore e travestimento. L’uomo, obbedendo al proprio istinto naturale e prendendo spunto da ciò che lo circonda, ha elaborato sin dai primordi la propria immagine allo scopo di dare messaggi di sé al mondo usando la comunicazione non verbale. “Era” ciò che indossava e decorava i capi d’abbigliamento col preciso scopo di valorizzare il proprio corpo, la propria immagine e comunicare il proprio status sociale. Le decorazioni tessili ottenute direttamente a telaio o per pittura o per stampa variavano a seconda delle caste, dei compiti e dei ruoli dell’individuo nell’ambito della comunità. Il taglio di un capo di abbigliamento piuttosto che
l’uso di un determinato accessorio indicavano, di un individuo, la provenienza, lo stile di vita, le condizioni economiche ed il pensiero politico. A tutt’oggi, molto della storia si conosce grazie al ritrovamento e la datazione di reperti tessili. Consideriamo l’uso del colore ed il suo valore simbolico: il bianco della sposa per i cattolici, il viola ed il nero per il lutto, il rosso ed il bianco per le alte cariche della Chiesa, il giallo dorato ed il rosso per i casati reali, il blu per i tuareg, il nero per i beduini.
Allo stesso modo, durante i secoli l’Arte, dal graffito su pietra all’opera multimediale, attraverso l’immagine ed il colore ci ha raccontato l’evoluzione del pensiero politico, la cronaca dei tempi o lo stato d’animo personale dell’artista, la filosofia ed il credo religioso. Ha immortalato i potenti, compianto i derelitti, ha evocato ricordi e spronato alle rivoluzioni.

Ma cosa davvero accomuna l’Arte e la Moda? La Comunicazione, della quale sono entrambe linguaggi e sostegni a livello individuale, sociale e universale.
Comunicare, quindi, è il bisogno primario che funge da volano ad entrambi i mondi oggi mostra senza una regola precisa e senza presunzione: pronta al dialogo e al confronto, offre uno stimolo culturale all’intelletto di chi la osserva.
La Moda, dal canto suo, si eleva a livello dell’Arte, acquisendone il carattere di universalità ed immortalità. La “RICONVERSIONE”, modalità grazie alla quale Arte e Moda ritrovano la loro autonomia, permette all’Opera di tornare alla sua accezione originaria, salvaguardandola dall’usura che sarebbe tipica del prodotto indossabile e la rende nuovamente immortale. L’Opera riconvertita è nuova, arricchita dalla performance di un vissuto reale, carica della rinnovata energia di colui o colei che l’ha acquistata ed indossata.

IL PIACERE DI SENTIRSI UNICI

Gonne Prada

Tutto tende ad uniformarsi, nulla è più esclusivo o introvabile, niente è unico. In questo contesto emerge quindi la necessità emotiva, da parte della persona, di affermare la propria individualità. Sintomo dei tempi e del momento sociale è la volontà di differenziarsi, di mettersi in mostra, di esprimere la propria personalità anche attraverso l’abbigliamento. È il trionfo del singolo, dell’immagine individuale, del bisogno di uscire dalla massa facendo di noi stessi una vera e piccola opera d’arte unica ed indimenticabile.
( Maria de Falco Marotta-)
http://www.gazzettadisondrio.it

Il mio mentore : CAPUCCI

IL PIACERE DI SENTIRSI UNICI

-1980- NATURA-taffettas-seta-intarsi

 

OMAGGIO A UN GRANDE ARTISTA, ROBERTO CAPUCCI

 

Un confine che oggi è talmente sottile che, a volte, si confonde. Abiti come vere e proprie opere d’arte.

Opere d’arte che prendono FORMA IN MOVIMENTO…abiti.

Museo Capucci – Firenze


OMAGGIO A UN GRANDE ARTISTA, ROBERTO CAPUCCI

L’UOMO CHE HA DATO UN’ANIMA ALLE PIEGHE DI UNA STOFFA

UN CUORE AL MOVIMENTO DI UNA GIACCA

COLUI CHE HA FATTO DI UN ABITO

UNA SCULTURA IN MOVIMENTO

CAPUCCI…l’uomo che traduce al MASSIMO il binomio

ARTE E MODA

ATELIER CAPUCCI,LA CORTE DEI MIRACOLI

LA MIA OMBRA, IL MIO “ALTER EGO”

COCO CHANEL

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Era acuta, chic, e con i nervi a fior di pelle. I vestiti che creò
cambiarono il modo in cui le donne venivano guardate e il modo
in cui esse guardavano a se stesse – Giornalista del Times

TRIBUTO A COCO CHANEL

Naque il 19 agosto del 1883, nel villaggio francese di Saumur. Nel 1909 aprì il suo primo negozio, una modisteria, a Parigi.
L’anno successivo si trasferì in Rue Cambon,dove la Maison Chanel è poi rimasta.
Nel 1923 uscì Chanel No.5. Nel 1939 fu costretta a chiudere il proprio atelier quando la Francia dichiarò guerra alla
Germania, mentre nel 1945 venne esiliata in Svizzera a causa di una storia d’amore avuta con un ufficiale nazista. Il 1954 vide il suo grandioso ritorno
sulle scene della moda mondiale. Morì il 10 gennaio del 1971 nella città che tanto le aveva dato e sulla quale Coco lasciò
il suo segno indelebile.

CHANEL PARLA DELLA MODA

Coco Chanel non era in anticipo sui suoi tempi.Era in anticipo su se stessa. Se si guarda al lavoro di stilisti contemporanei molto diversi tra di loro
come Tom Ford, Helmut Lang, Miuccia Prada, Jil Sander e Donatella Versace, si può vedere che molte delle loro strategie richiamano ciò che ha fatto
Chanel.

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Il modo in cui, 75 anni fa, mescolava il vocabolario del vestimentario maschile e femminile
e in cui creava una moda che offriva a colui che la indossava un sentimento di lusso nascosto
piuttosto che di ostentazione sono solo due esempi di come il suo gusto e il suo senso dello stile si sovrappongono
alla moda di oggi.

Chanel non si sarebbe definita una femminista, infatti parlò continuamente di femminilità e
non di femminismo, ma nonostante ciò il suo lavoro fa indubbiamente parte della liberazion
non solo si appropriò della libertà di scegliere tessuti e articoli d’abbigliamento che erano
indossati dagli uomini, ma, incominciando da come essa stessa si vestiva, si appropriò anche dei vestiti sportivi
come parte del linguaggio della moda. Si può vedere come il suo stile si sviluppa dalla necessità e dalla sfida. Non poteva permettersi
i vestiti alla moda del periodo e così li rigettò e se li fece da sola, usando le giacche sportive e le cravatte che erano l’abbigliamento
maschile di tutti i giorni .

“Ero io l’unica a cambiare, non la moda. Ero io l’unica ad essere alla moda”

CHANEL PARLA DI ELEGANZA

Non fu per caso, infatti, che venne associata con il movimento moderno che includeva Diaghilev, Picasso,Stravinsky e Cocteau. Come questi artisti, Coco era determinata a rompere con le vecchie regole e inventare un proprio modo di espressione. Cocteau una volta disse di lei “ha lavorato, per una specie
di miracolo, nella moda secondo le regole che sembravano poter avere valore solo per i pittori, i musicisti, i poeti”.

Le sue creazioni erano in forte contrasto con la corrente della moda ispirata alla Belle Epoque in voga a quel tempo, e sulla quale Coco sichiedeva,

Come fa un cervello a funzionare sotto a quelle cose?”.

E una delle cose di cui Chanel non poteva proprio essere accusata era di non usare il cervello. La sua intelligenza era evidente in ogni cosa facesse, dalla consapevolezza nell’uso dei loghi e del potere della personalità e della confezione, all’importanza di essere copiati. Diceva sempre:

La moda non è solo un problema di vestiti.
La moda è nell’aria e nasce dal vento. Si intuisce. E’ nel
cielo e per la strada”.

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Certo la sua vita fu imprevedibile.

Anche la sua morte avvenuta nel 1971, all’età di 87 anni, nei suoi appartamenti personali all’Hotel Ritz di Parigi, fu un modo elegante di salutare il mondo.

Donna leone di grande temperamento ed energia..amava dire..

“MI UCCIDERA’ LA DOMENICA”.

E così fù..

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Di questo secolo, in Francia, rimarranno tre nomi: De Gaulle,
Picasso e Chanel – André Malraux

Durante gli anni ’20, il progresso sociale,sessuale e professionale di Chanel continuòsenza sosta e la sua eccezionalità fece crescereancora di più il suo stato di leggenda.Nei primi anni ’30 venne chiamata a Hollywood, vi andò, ma ne fece ritorno. Aveva da poco sposato uno degli uomini più ricchi d’Europa, il Duca di Westminster, quando disse,

“Ci sono state parecchie Duchesse di Westminster, ma c’è una sola Chanel”.

CHANEL n°5

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Probabilmente, però, uno degli elementi che assicurarono a Chanel di essere ricordata per sempre non fu un pezzo di vestiario, ma

una specie di “oro liquido”, Chanel No. 5, nella sua bottiglia Art Deco, lanciato nel 1923. Fu il primo profumo a portare il nome di uno stilista.

Si potrebbe dire che questo profumo aiutò a mantenere il suo nome pulito nel periodo in cui, durante la Seconda Guerra Mondiale la sua reputazione calò notevolmente. Fu quando il suo anti-semitismo, la sua omofobia e altre sue inclinazioni vennero allo

scoperto. Anni dopo, nel 1954, il suo ritorno sulla scena della moda venne attribuito, a seconda delle fonti, al calo delle vendite dei profumi, al disgusto per ciò che vedeva nella moda del momento, o a semplice noia.

CHANEL: Défilé de la collection 1959


Karl Lagerfeld, che disegna per Chanel oggi e che ha portato
la compagnia allo stato più prospero di tutti i tempi, sottolinea:
“Fin dagli anni ’50 Coco aveva il beneficio della distanza che le
permise di distillare il cosiddetto “Chanel look”. Il tempo e la
cultura l’hanno afferrato con lei”.

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http://web.dsc.unibo.it/~pezzino/ig/frame%20set.html


QUALE GRANDE ARTISTA  DELLE FORME NON HA AMATO ALMENO UNA VOLTA CIMENTARSI IN QUESTA MERAVIGLIOSA ESPERIENZA DI CREARE UN ABITO PER LA BAMBOLA PIù FAMOSA ED ELEGANTE AL MONDO..

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ALMENO PER UNA VOLTA…AMIAMO LA BARBIE CHE C’E’ IN NOI

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MATRIMONIO CHE PASSIONE

Tempo di matrimoni..tempo di SPOSE..la tradizione vuole che l’abito della sposa sia “segretissimo”..ma quanta fatica sentire la responsabilità di essere al centro dell’attenzione!!Povere spose.. affannate alla ricerca di “qualcosa di speciale,qualcosa di diverso “vengono sobillate da artificiosi stilisti che gli propinano l’inafferrabile..”ultima Novità”!!!Care amiche ,non lasciatevi ingannare..la bellezza della sposa risiedeNELLA SEMPLICITA’ E NATURALEZZA..non lasciatevi confondere perchè vi garantisco che l’unica cosa che conta davvero è che quando sarete davanti a quell’altare lui non vorrà altro che VOI..E SOPRATTUTTO VORRà RICONOSCERVI…

CI SIAMO CAPITE ..VERO?

PAROLA DI NUNZY CONTI

PER VOI VIANDANTI DELLA MODA  E DELLO STILE
UN INGRESSO SPECIALE AL MIO BLOG

clicca su :FASHIONABLE by Nunzy Conti



8 risposte a ARTE E MODA

  1. laretta ha detto:

    Direi che Coco Chanel non finisce mai di sorprendermi,come del resto la donna che scrive questo blog:sicura di sè,consapevole delle sue capacità,determinata, e fantastica…perchè mette passione in tutto ciò che fa.Ti voglio bene Nunzy..un bacetto,Laretta

  2. nunzy conti ha detto:

    ….io e te siamo state clonate..cara dolcissima Laretta!!!!
    ovvero Dio ha deciso che visto che nunzy si sentiva sola e abbandonata co’ sti maschi ipertinenti..fosse giusto ..per la continuità di tale “preziosa “specie
    che una bimba meravigliosa venisse a me..
    ti voglio bene tanto
    cucciola adorata…..
    ma proprio tanto tanto….

  3. mary ha detto:

    grazie per aver scritto tutto questo su chanel sei stata veramente brava a descrivere una delle stiliste più importanti di questo periodo, ti sei resa utile per me come penso per molti altri che hanno letto questo testo, con questo ho capito veramente tanto su chanel e su come dovrò descriverla sulla mia tesina. Grazie ancora da maria!

  4. nunzy conti ha detto:

    ..grazie mary..e torna a trovarmi
    smack

  5. enry ha detto:

    ciao nunzy sto facendo una tesina su chanel vorrei chiederti se per caso mi sai dire con cosa posso legare chenel in italiano con un poeta anke se non famoso k abbia lavorato con lei🙂 mi saresti di grande aiuto ti ringrazio in anticipo per la disponibilità!!

  6. nunzy conti ha detto:

    Caro Enry fammi capire meglio….di fatto coco non si lega alla poesia italiana ma all’arte in quanto la sua amicizia con pablo picasso la porterà ad impegnarsi come Mecenate nell’aiuto economico e nella divulgazione. Se io dovessi legarla a un poeta comunque e senza ombra di dubbio per la contemporaneità e lo spirito di diversità e magnificenza eroica è GABRIELE D’ANNUNZIO… anche se nonmi risulta una loro diretta collaborazione. La corrente in cui la inserirei è l’ESTETISMO
    Comunque spiegami meglio che cosa stai facendo e vedo come posso esserti utile

  7. fra333 ha detto:

    CIao sto facendo la tesina su moda ed estetica con storia dell arte con cosa posso collegarmi?

  8. nunzy conti ha detto:

    Scusa cara ma sarebbe utile che tu mi dicessi in che momento storico ti stai muovendo per la tesina. Detta così è troppo generica la domanda.

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