ETTORE PETROLINI

ETTORE PETROLINI in “PALCOSCENICO”

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Data nascita: 13 Gennaio 1884 (Capricorno), Roma (Italia) Data morte: 29 Giugno 1936 (52 anni), Roma (Italia) La figura di Ettore Petrolini rappresenta in modo emblematico le vicende del teatro di varietà dei primi decenni del Novecento. Riassumendo in sé l’attore e l’autore, Petrolini inventò un repertorio ed una maniera che hanno profondamente influenzato il teatro comico italiano del Novecento.Nato nel 1884 a Roma, nella storica Via Giulia, Petrolini fu dominato fin dall’infanzia dall’amore per il teatro. I suoi esordi, all’inizio del secolo, furono caratterizzati dalla creazione di macchiette e parodie dissacranti che suscitarono l’entusiasmo dei Futuristi. Mostrò fin da giovanissimo un grande talento istrionico, improvvisando scenette nelle botteghe del padre fabbro e del nonno falegname. Esordì a quindici anni come macchiettista nei café-chantant della capitale. Raggiunse la celebrità durante una tournée in America Latina nel 1907 e confermò poi il suo talento sia in spettacoli di varietà, sia nell’interpretazione di commedie proprie e altrui Oggi è possibile ripercorrere le tappe della sua vicenda artistica grazie alla documentazione che Petrolini stesso raccolse durante la sua breve esistenza (morì a soli cinquantadue anni), con una cura ed una lungimiranza insolite per un uomo di spettacolo, e che forse trovano una spiegazione nel suo timore d’essere dimenticato – come accade spesso agli attori dei quali, foto86-gastone.jpgdopo la scomparsa, nulla resta – timore espresso nel suo ultimo libro, Un po’ per celia, un po’ per non morire, pubblicato poco prima della morte.

Personalità originalissima e caustica, in cui la vena popolare e romanesca coesisteva con una cultura d’autodidatta, ha fatto ricordare fra l’altro, a proposito della sua arte irripetibile e imitatissima, Plauto e la Commedia dell’Arte Più ancora che nelle altrui o proprie commedie “regolari” (l’amaro e ghignante Chicchignola), il suo estro dissacratore rifulse in sketch come “I salamini”, “Più stupidi di così si muore”. Impietoso ridicolizzatore di miti e di luoghi comuni creò maschere satiriche come “Gastone“, parodia del viveur dannunziano, e “Nerone“, macchietta nata nel 1918 come parodia della romanità e che finirà per assurgere a satira del regime fascista miti come Faust; fu più o meno inconsapevolmente legato a esperienze del suo tempo (futurismo, ecc…) e insieme in anticipo su di esso (si pensi al suo senso dell’assurdo). Petrolini era famoso per sapere giocare con i significati e le forme del linguaggio, da autentico funambolo delle

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parole, e fu maestro della mimica. Nel 1913 e nel 1920 aveva partecipato a due film muti: Petrolini disperato per eccesso di buonumore e il lungometraggio drammatico Mentre il pubblico ride. Più tardi riprese l’attività cinematografica in tre film sonori, testimonianza preziosa del suo modo di recitare: Cortile (1930), Medico per forza (1931) e soprattutto Nerone (1930), che comprendeva una raccolta delle sue più tipiche macchiette. Fu anche autore di teatro: Chicchignola (1931) è considerata la sua opera più riuscita. Le sue ultime parole sul letto di morte furono:” Che vergogna morire a cinquant’anni!” (nonostante ne avesse due in più). Comico fino alla fine. Molti documenti erano stati da lui raccolti ed utilizzati per i suoi libri, come Abbasso Petrolini (1922), una selezione delle critiche che lo riguardavano, e l’autobiografia Modestia a parte (1932). I libri, infatti, gli sembravano offrire una garanzia d’immortalità, molto più durevole del semplice ricordo degli spettatori affezionati. Dopo la sua scomparsa, gli eredi di Ettore Petrolini si trovarono in possesso di un importante archivio, ricco di testimonianze che illustravano la vivacità del teatro di varietà nei primi decenni del Novecento, una documentazione insolitamente approfondita per un genere di teatro considerato “minore”, quindi effimero e destinato a lasciare poche tracce dietro di sé. Già nel giugno del 1939, la Biblioteca e Raccolta teatrale della SIAE, si era arricchita di un primo importante fondo di testimonianze delle vicende artistiche di Ettore Petrolini, donato dai figli dell’attore. Nel 2001 l’Associazione Culturale Ettore Petrolini ha donato l’intero archivio alla Biblioteca e Raccolta Teatrale della SIAE, un’istituzione che, sin dall’apertura al pubblico nel 1932, custodisce un patrimonio di grandissimo valore, per la consistenza, la ricchezza e la vastità della documentazione a disposizione degli appassionati di teatro.

TANTO PE’ CANTA’ versione originale 1932 rarissima

“A Roma, dopo pochi giorni, fui scritturato – su la parola, senza contratto scritto – a lire sei al giorno da don Peppe Jovinelli, a Piazza Guglielmo Pepe.”

“Piazza Guglielmo Pepe – ora completamente sparita – era, in quell’epoca, un enorme piazzale consacrato alle baracche dei ciarlatani; ed era il ricettacolo dei vagabondi e dei poveri guitti. C’era di tutto: perfino qualche cosa di interessante, se non di buono. Era un’accozzaglia di passatempi per tutti i gusti, uno piùsollazzevole dell’altro, non escluso quello dell’alleggerimento simultaneo del portafogli e dell’orologio. La grande piazza ospitava ogni sorta di baracconi, dal tiro al bersaglio al museo anatomico, dal carosello al teatro dei galli che cantavano e ballavano prodigiosamente sopra una lastra di bandone. (…)


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Al Teatro Umberto agiva allora la primaria compagnia drammatica (così diceva il cartellone) di Gennaro Manzo. Il repertorio? Truce: “La vendetta del forzato”,”Riccardo Cuor di leone”, “Mastro Titta il boia di Roma”, “Il pugnale rivelatore” e altre bazzecole del medesimo calibro. Come prova mi affidarono una particina insignificante nel dramma “L’assassinio del corriere di Lione”.(da PETROLINI IN” MODESTIA A PARTE”

Alcuni dei suoi personaggi più famosi

cliccate sul nome del personaggio per leggere gli approfondimenti

 
 
 
 
 
 

FORTUNELLO

Nel 1915 Fortunello,ispirato all’omonimo pupazzetto del Corriere dei Piccoli(a sua volta derivazione del Fortunello americano, venne inserito nella rivista Zero meno zero di Luciano Folgore insieme ad altre macchiette del repertorio di Petrolini. Il personaggio ebbe subito un grande successo e suscitò l’entusiasmo dei Futuristi. Filippo Tommaso Marinetti definì Fortunello «il più difficilmente analizzabile dei capolavori petroliniani», esaltandone il «ritmo meccanico e motoristico» ed il «teuff-teuff martellante all’infinito assurdità e rime grottesche».La forza dissacratoria delle macchiette di Petrolini, il loro linguaggio funambolico, il loro gusto dell’assurdo suscitano l’entusiasmo dei Futuristi, che,in

https://nunzyconti.files.wordpress.com/2008/03/foto37-petrol-e-il-futurismo.jpgquegli anni proclamano ad alta voce la loro volontà di annientare il teatro borghese. Marinetti è quella cosa che facendo il futurista ogni sera fa provvista di carciofi e di patat. (Stornelli maltusiani) Petrolini, che pure si è burlato di Marinetti negli Stornelli maltusiani, si lascia lusingare dall’ammirazione dei Futuristi, partecipa ad alcune delle loro “serate”, interpreta le sintesi di Marinetti, Corra e Settimelli, e nel 1915 mette in scena la rivista Zero meno zero di Luciano Folgore, nella quale sono inserite alcune tipiche macchiette petroliniane.

Ettore Petrolini – Tutto ciò che sono

Sono un tipo estetico,
asmatico, sintetico,
simpatico, cosmetico.
Amo la Bibbia, la Libbia, la fibbia
delle scarpine
delle donnine
carine, cretine.
Sono disinvolto,
raccolto,
assolto “per inesistenza del reato”.

GASTONE

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Gastone è uno dei più celebri personaggi creati da Petrolini, Gastone, è il risultato di una lunga evoluzione. La trasformazione va dalla prima macchietta del «bello» (Il bell’Arturo), il gagà svenevole e un po’ stupido, al personaggio inserito nella rivista Venite a sentire del 1915 – capo di una banda di viveur che «magnano, beveno, dormeno, se divertono e vanno a spasso, vanno a caccia alla vorpe, all’uccelli e parleno er tedesco a perfezzione!» – all’«attore cinematografico» di Zero meno Zero, fino alla macchietta del vero e proprio Gastone. Il personaggio sarà poi ripreso con accenti tragicomici nella commedia omonima.

PETROLINI E IL CINEMA

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1)Copertina della rivista Cinema Illustrazione, 1930 ; 2) scena del film Nerone

L’avventura cinematografica di Petrolini era iniziata nel 1919 con la trasposizione cinematografica dell’atto unico di Petrolini e Cangiullo, Radioscopia di un duetto, portata sullo schermo da Mario Bonnard col film Mentre il pubblico ride. Purtroppo, la pellicola è andata perduta, ma nell’Archivio Petrolini è presente una ricca documentazione fotografica ed un album contenente numerosi fotogrammi del film. Negli anni Trenta, con l’avvento del sonoro, Petrolini torna al cinema. Nel 1930èil protagonista di Nerone di Alessandro Blasetti, un lungometraggio che, oltre a presentare alcune delle sue interpretazioni più note – Gastone, Nerone, Pulcinella – mostra l’attore nel suo camerino. Nello stesso anno interpreta Cortile (1930) di Carlo Campogalliani, con Paola Dria protagonista femminile. L’anno seguente è la volta de Il Medico per forza, sempre per la regia di Campogalliani, con Tilde Mercandalli e Letizia Quaranta.(www.burcardo.org)

Un film di Alessandro Blasetti con Mercedes Brignone, Ettore Petrolini, Grazia Del Rio, Alfredo Martinelli, Lilla Brignone. Genere Comico produzione Italia, 1930
Durata 81 minuti circa.
Nerone: Sta bene, parlerò al popolo, ma non mi lasciate solo… venitemi a tergo… (si avvia al podio, ma delle urla improvvise lo fanno retrocedere frettolosamente) Ah, no… il popolo è ignorante… vo’ li quatrini… (ripete l’azione e nuovamente retrocede) Ho trovato… il popolo è mio… un nume mi ha dato un lume: Eureka! Eureka! E chi se ne… importa! L’ho in mano… Basta che lo fai divertì il popolo è tuo… (va al podio accolto nuovamente dalle urla, rimane al podio dicendo i numeri della morra) Sette… Tre… Tutta…
Voce (d.d.): Quattro… Otto… Sei… Sei…
Nerone: Stupido… Ignobile plebaja! Così ricompensate i sacrifici fatti per voi? Ritiratevi, dimostratevi uomini e domani Roma rinascerà più bella e più superba che pria…
Voce: Bravo!
Nerone: Grazie. (rivolgendosi a Egloge e a Poppea) E’ piaciuta questa parola… pria… Il popolo quando sente delle parole difficili si affeziona… Ora gliela ridico… Più bella e più superba che pria.
Voce: Bravo!
Nerone: (sempre più affrettatamente, quasi cercando di sorprendere il popolo) Più bella e più superba che pria…
Voce: Bravo!
Nerone: Più bella… grazie!
Voce: Bravo!
Nerone: …Zie.
Voce: Bravo!
Nerone (facendo il gesto di dire la parola pria, senza però dirla)
Voce: Bravo!
Nerone: Bravo!
Voce: Grazie!
Nerone: Lo vedi all’urtimo come è il popolo? Quando si abitua a dire che sei bravo, pure che non fai gnente, sei sempre bravo!

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Durante le riprese di Mentre il pubblico ride;Scena de Il medico per forza

PETROLINI E LE DONNE:

Foto con dedica di Josephine Baker

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Petrolini è ormai un nome importante nel mondo del varietà, ed è circondato da belle attrici e soubrette, come ci ricorda una curiosa lettera di raccomandazione per una giovane cantante, scritta dal pugile Primo Carnera. Anche dopo l’incontro con Elma Criner, Petrolini resta comunque un dongiovanni, e le sue relazioni con le attrici che lo affiancano sono spesso non soltanto professionali. Di tutte queste avventure non resta traccia nell’archivio, a parte una delicata lettera d’amore di Anna Fougez, scritta nel 1913. Molte sono invece le testimonianze d’affetto e di stima da parte di celebri donne dello spettacolo, da Dina Galli a Vera Vergani, da Emma Gramatica a Marta Abba, a stelle internazionali come Josephine Baker e Mistinguett.

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Foto con dedica di Mistinguett; Foto con dedica di Dina Galli

E per concludere voglio applaudirlo con..la tanto a me cara… canzone

Gita a li castelli (Nannì)

“ARTEATRANDO

FONTI DI RIFERIMENTO ANCHE FOTOGRAFICO: www.burcardo.org e www.italiamemoria.info/petrolini

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