COCO CHANEL

“La mode passe, le style reste”.

“Non mi pento di nulla nella mia vita, eccetto di quello che non ho fatto.”

COCO CHANEL

Lei è un mito,il sogno realizzato,l’amore negato,l’energia di una Leonessa che mai soccombe in nessun momento della sua vita al Destino Fatale.

Rinnegata ripudiata odiata e amata con tale intensità da diventare a tutti gli effetti una delle donne più famose del Novecento e non solo per la sua straordinaria capacità di tradurre in ogni momento il Divenire del Femminile nella sua significanza  più alta,ma soprattutto per quel sottile caparbio concetto  di  modernità in cui tradusse ogni sua singola creazione,immaginando una donna che non muovesse più le file dell’ordinarietà ma una Donna che avesse il coraggio per sempre di affermare il suo diritto alla Libertà di ESSERE..

by NunzyConti

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“Nessun uomo ti farà sentire protetta e al sicuro… come un cappotto di cachemire e un paio di occhiali neri.”

-Gabrielle Coco Chanel-

Era acuta, chic, e con i nervi a fior di pelle. I vestiti che creò
cambiarono il modo in cui le donne venivano guardate e il modo
in cui esse guardavano a se stesse – Giornalista del Times

Naque il 19 agosto del 1883, nel villaggio francese di Saumur. Nel 1909 aprì il suo primo negozio, una modisteria, a Parigi.
L’anno successivo si trasferì in Rue Cambon,dove la Maison Chanel è poi rimasta.
Nel 1923 uscì Chanel No.5. Nel 1939 fu costretta a chiudere il proprio atelier quando la Francia dichiarò guerra alla
Germania, mentre nel 1945 venne esiliata in Svizzera a causa di una storia d’amore avuta con un ufficiale nazista. Il 1954 vide il suo grandioso ritorno
sulle scene della moda mondiale. Morì il 10 gennaio del 1971 nella città che tanto le aveva dato e sulla quale Coco lasciò
il suo segno indelebile.

Coco Chanel non era in anticipo sui suoi tempi.Era in anticipo su se stessa. Se si guarda al lavoro di stilisti contemporanei molto diversi tra di loro
come Tom Ford, Helmut Lang, Miuccia Prada, Jil Sander e Donatella Versace, si può vedere che molte delle loro strategie richiamano ciò che ha fatto
Chanel.

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Il modo in cui, 75 anni fa, mescolava il vocabolario del vestimentario maschile e femminile
e in cui creava una moda che offriva a colui che la indossava un sentimento di lusso nascosto
piuttosto che di ostentazione sono solo due esempi di come il suo gusto e il suo senso dello stile si sovrappongono
alla moda di oggi.

Chanel non si sarebbe definita una femminista, infatti parlò continuamente di femminilità e
non di femminismo, ma nonostante ciò il suo lavoro fa indubbiamente parte della liberazion
non solo si appropriò della libertà di scegliere tessuti e articoli d’abbigliamento che erano
indossati dagli uomini, ma, incominciando da come essa stessa si vestiva, si appropriò anche dei vestiti sportivi
come parte del linguaggio della moda. Si può vedere come il suo stile si sviluppa dalla necessità e dalla sfida. Non poteva permettersi
i vestiti alla moda del periodo e così li rigettò e se li fece da sola, usando le giacche sportive e le cravatte che erano l’abbigliamento
maschile di tutti i giorni .

“Ero io l’unica a cambiare, non la moda. Ero io l’unica ad essere alla moda”

CHANEL PARLA DI ELEGANZA


Non fu per caso, infatti, che venne associata con il movimento moderno che includeva Diaghilev, Picasso,Stravinsky e Cocteau. Come questi artisti, Coco era determinata a rompere con le vecchie regole e inventare un proprio modo di espressione. Cocteau una volta disse di lei “ha lavorato, per una specie
di miracolo, nella moda secondo le regole che sembravano poter avere valore solo per i pittori, i musicisti, i poeti”.

Le sue creazioni erano in forte contrasto con la corrente della moda ispirata alla Belle Epoque in voga a quel tempo, e sulla quale Coco sichiedeva,

Come fa un cervello a funzionare sotto a quelle cose?”.

E una delle cose di cui Chanel non poteva proprio essere accusata era di non usare il cervello. La sua intelligenza era evidente in ogni cosa facesse, dalla consapevolezza nell’uso dei loghi e del potere della personalità e della confezione, all’importanza di essere copiati. Diceva sempre:

La moda non è solo un problema di vestiti.
La moda è nell’aria e nasce dal vento. Si intuisce. E’ nel
cielo e per la strada”.

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Certo la sua vita fu imprevedibile.Anche la sua morte avvenuta nel 1971, all’età di 87 anni, nei suoi appartamenti personali all’Hotel Ritz di Parigi, fu un modo elegante di salutare il mondo.Donna leone di grande temperamento ed energia..amava dire..

“MI UCCIDERA’ LA DOMENICA”.

E così fù..

Di questo secolo, in Francia, rimarranno tre nomi: De Gaulle,Picasso e Chanel (André Malraux)

Durante gli anni ’20, il progresso sociale,sessuale e professionale di Chanel continuòsenza sosta e la sua eccezionalità fece crescereancora di più il suo stato di leggenda.Nei primi anni ’30 venne chiamata a Hollywood, vi andò, ma ne fece ritorno. Aveva da poco sposato uno degli uomini più ricchi d’Europa, il Duca di Westminster, quando disse,

“Ci sono state parecchie Duchesse di Westminster, ma c’è una sola Chanel”.

CHANEL n°5

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Probabilmente, però, uno degli elementi che assicurarono a Chanel di essere ricordata per sempre non fu un pezzo di vestiario, ma una specie di “oro liquido”, Chanel No. 5, nella sua bottiglia Art Deco, lanciato nel 1923. Fu il primo profumo a portare il nome di uno stilista.Si potrebbe dire che questo profumo aiutò a mantenere il suo nome pulito nel periodo in cui, durante la Seconda Guerra Mondiale la sua reputazione calò notevolmente. Fu quando il suo anti-semitismo, la sua omofobia e altre sue inclinazioni vennero alloscoperto. Anni dopo, nel 1954, il suo ritorno sulla scena della moda venne attribuito, a seconda delle fonti, al calo delle vendite dei profumi, al disgusto per ciò che vedeva nella moda del momento, o a semplice noia.

CHANEL: Défilé de la collection 1959


Karl Lagerfeld, che disegna per Chanel oggi e che ha portato
la compagnia allo stato più prospero di tutti i tempi, sottolinea:
“Fin dagli anni ’50 Coco aveva il beneficio della distanza che le
permise di distillare il cosiddetto “Chanel look”. Il tempo e la
cultura l’hanno afferrato con lei”.

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http://web.dsc.unibo.it/~pezzino/ig/frame%20set.html

Portrait de Coco Chanel,raccontato da lei stessa

Un intervista davvero straordinaria  (a colori) dell’imperatrice della moda e dello Stile  con Micheline Sandrel intervallati da filmati di repertorio. Abbiamo la possibilità di respirare il grande carisma di Chanel, una donna di ormai  86 anni che con una grinta straordinaria critica la donna banale e senza classe ,la donna in pantaloni e quelle che “mostrano il Ginocchio”. Durante l’intervista, Coco Chanel,offre un occhio molto critico sull’evoluzione della società, lamenta la perdita di prestigio di Parigi,  castiga il microcosmo frivolo della moda e denuncia il culto della giovinezza ad ogni costo..

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